S.MARIA DI LEUCA : CAPITALISMO DELLE CLIENTELE
S.MARIA DI LEUCA : CAPITALISMO DELLE CLIENTELE
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S.MARIA DI LEUCA : CAPITALISMO DELLE CLIENTELE

Aug 9, 2026

S.MARIA DI LEUCA : CAPITALISMO DELLE CLIENTELE


Ogni anno, come è accaduto proprio stanotte, il Circolo Vela incurante persino di chi dorme in barca nel Porto Turistico e nel piccolo centro urbano di Santa Maria di Leuca , realizza e consuma una festa privata all'aperto fino alle cinque del mattino, dove la crema delle professioni salentine e provinciali balla per tutta la notte a dispetto di tutti e delle più elementari norme di convivenza.

Uno spettacolo che esprime plasticamente quell'Italietta o italidiota in cui il potere può tutto e dove nessuno a Leuca protesta, per paura di mettersi contro o, peggio, nella consapevolezza cinica della propria inutilità, certi che questi soggetti possano più degli altri, più dei lavoratori che la notte avrebbero il diritto di dormire in barba alle leggi e ai regolamenti voluti dall'ignavo sindaco Francesco Petracca sulla sicurezza e l'ordine pubblico. Il tutto consumato in un luogo adiacente al porto turistico, in una zona dove il parcheggio è persino vietato dalla Capitaneria: un'autorità complice come sempre, a sua volta intimidita nell'esercizio delle proprie funzioni.

Ciò che descriviamo non è una semplice bravata estiva o un episodio di cattiva convivenza condominiale, ma l’epifania plastica e intollerabile di quel capitalismo di clientela e di quel privilegio borghese che calpesta sistematicamente ogni principio di diritto, di decenza e di rispetto collettivo. Dimostrando cosa è il nostro paese.

Quella che si consuma ogni anno sul molo del Circolo Vela a Santa Maria di Leuca è la rappresentazione perfetta di un'oligarchia provinciale , la presunta "crema" delle professioni salentine , che si autoriconosce ed esibisce il proprio potere proprio attraverso la violazione impunita delle regole. Ballare fino alle cinque del mattino incuranti di chi dorme nelle barche o nelle case del borgo marinaro non è solo arroganza: è l'esercizio di una sovranità di casta che gode di un'impunità strutturale.

Il quadro che dipingiamo smaschera tre livelli di gravità inaccettabile:

Il fallimento politico e morale dell'amministrazione: Un sindaco e un'amministrazione Pertacca che vara regolamenti sulla carta per poi voltarsi dall'altra parte di fronte al potente di turno dimostrano una vigliaccheria politica abissale. La norma vale solo per i deboli; per gli "amici degli amici" e per i circoli esclusivi c'è la tacita deroga, la zona franca dell'arbitrio.

La complicità e la viltà delle autorità di controllo: Che la Capitaneria di Porto e le forze preposte all'ordine pubblico abdichino al proprio mandato in un'area portuale e in una zona con divieto di sosta dimostra come lo Stato, a livello periferico, si pieghi spontaneamente al ricatto del potere locale. L'inerzia non è quasi mai ingenuità: è timore reverenziale, calcolo di convenienza o sudditanza verso chi detiene i titoli e le relazioni che contano.

La rassegnazione sociale: Il silenzio omertoso e paralizzato della cittadinanza , fondato sulla cupa certezza che "tanto protestare è inutile perché questi possono più dei lavoratori" , è forse la ferita più profonda. È la vittoria di quell'Italietta subalterna e cinica dove il cittadino viene ridotto a suddito, rassegnato a subire il sopruso notturno della festa privata borghese mentre il lavoratore, il marinaio o il residente a cui spetterebbe il riposo vengono calpestati nella loro dignità più elementare.

Questa festa al Circolo Vela a Leuca non è un'eccezione alla regola: è la regola stessa di un territorio ridotto a colonia per il divertificio dei pochi, dove l'economia dell'effimero calpesta l'ontologia stessa della vita civile. È la quintessenza di quella "cultura dell'intrattenimento" mercificata e predatoria che azzera ogni barlume di comunità per trasformare il Capo di Leuca in un feudo privato a disposizione della notte bianca dei notabili.


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