RICORDIAMO CASTRIGNANO DEL CAPO : ANTONIO FERRARO, VALERIA FERRARO , IGNAVI SENZA VERGOGNA
Oct 11, 2026
RICORDIAMO CASTRIGNANO DEL CAPO : ANTONIO FERRARO, VALERIA FERRARO , IGNAVI SENZA VERGOGNA
COME POSSONO I FERRARO CONTINUARE A PUNTARE SULLE POLTRONE DOPO LE CRITICITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE DI ANTONIO FERRARO PRIMA E DI QUELLA DI SUA FIGLIA VALERIA, OGGI AL FIANCO DEL SINDACO FRANCESCO PETRACCA? CAMBIANO I PROTGONISTI, MA GLI INTERROGATIVI SULLA QUALITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE RESTANO. LE CARICHE PUBBLICHE NON SONO UN PATRIMONIO DI FAMIGLIA , UNA DINASTIA ASSERVITA : CHI GOVERNA DEVE RISPONDERE DEI RISULTATI E DELLE CONSEGUENZE DELLE PROPRIE SCELTE. E ATTENZIONE AL POSSIBILE SCARICABARILE FINALE: QUANDO ARRIVERÀ IL MOMENTO DI RENDERE CONTO, NON VORREI CHE QUALCUNO PRENDESSE LE DISTANZE DALLE DECISIONI CONDIVISE, LASCIANDO A PETRACCA IL RUOLO DI UNICO CAPRO ESPIATORIO.
Trattasi qui sotto il video dell'evento «Imprenditori d’Italia» organizzato da EY il 28 ottobre 2021 a Bari, presso il Centro Polifunzionale Studenti dell’Università, nell’ex Palazzo delle Poste e Telegrafi.
I dati principali dell’evento
- Organizzatore: EY.
- Data: 28 ottobre 2021.
- Luogo: Centro Polifunzionale Studenti, piazza Cesare Battisti 1, Bari.
- Apertura e introduzione: Flavio Deveglia, Partner EY e responsabile dell’ufficio di Bari, insieme a Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia.
- Temi: agribusiness, tessile-abbigliamento-calzature, industria farmaceutica, innovazione, PNRR e opportunità di sviluppo territoriale.
Il discorso di Flavio Deveglia ex presidente del Porto Turistico di Leuca e il suocero Tommaso Ricchiuto (IGECO Porto Turistico S. M. di Leuca) inquisito per infiltazioni mafiose all’epoca, presenta alcune antinomie e paradossi.
Si esalta la resilienza delle imprese, ma si riconosce che mancano le competenze necessarie per affrontare la trasformazione digitale; si invoca la managerializzazione, ma non si chiarisce come superare i limiti strutturali delle imprese; si definisce il PNRR un’occasione straordinaria per la pubblica amministrazione e le università, trasferendo su di esse la responsabilità di saper spendere risorse che dovrebbero produrre benefici per l’intero sistema economico.
Il paradosso più significativo riguarda proprio il PNRR: risorse concepite per sostenere la crescita possono trasformarsi in un peso per le generazioni future se non generano benefici durevoli. Tuttavia, anche l’affermazione secondo cui il loro impiego dovrebbe necessariamente produrre avanzo primario semplifica una questione finanziaria più complessa.
Resta un’antinomia di fondo: mentre l’innovazione viene presentata come una trasformazione inevitabile alla quale ogni impresa deve adeguarsi, la capacità di farlo dipende da competenze, capitali e condizioni che non sono distribuiti equamente. La resilienza, dunque, viene richiesta a tutti, ma non tutti dispongono degli stessi strumenti per esercitarla.
nel brano non vengono citati dati, indicatori, esempi aziendali o risultati della ricerca EY–LUISS che permettano di verificare le affermazioni.
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Nel 2004 un avviso societario indicava Flavio Deveglia come presidente del Consiglio di amministrazione della società Porto Turistico Marina di Leuca. Un dato documentale che lo colloca al vertice della società impegnata nella gestione del porto turistico.
Il 21 novembre 2008, durante lo sgombero della famiglia Colaci, secondo la mia testimonianza diretta, Leuca era presidiata da Polizia e Carabinieri, mentre nessun esponente della giunta guidata da Antonio Ferraro si presentò sul posto. Una comunità assisteva a un episodio drammatico, mentre i suoi rappresentanti politici, anziché essere presenti per affrontare una situazione tanto delicata, risultavano assenti. Fu anche il momento in cui, secondo quanto ricordo, Flavio Deveglia venne contestato duramente da suoi stessi paesani, fino a ricevere sputi da persone del luogo.
In quel contesto, la vicenda del porto non era affatto una semplice controversia amministrativa. Era uno scontro tra interessi legati alla gestione di un bene pubblico e le ragioni di chi, a Leuca, rivendicava diritti, spazi e considerazione. Le proteste dei pescatori, le tensioni sulle aree portuali e l'intervento delle istituzioni testimoniano quanto fosse profondo il conflitto, non fu risolto,ma fatto scemare !.
Un'altra voce critica si era levata già allora: quella dell'avvocato Salvatore Schina, che contestò pubblicamente la ricostruzione dei fatti proposta da Deveglia e sollevò questioni sulla trasparenza della società. In una replica pubblicata il 13 settembre 2010 sul blog Porto di Leuca, Schina richiamò anche le richieste di accesso agli atti societari e il diniego comunicatogli nel 2008. Le sue contestazioni meritano di essere rilette alla luce degli sviluppi successivi: non costituiscono, da sole, una sentenza, ma documentano che dubbi e obiezioni erano stati espressi pubblicamente ben prima delle vicende più recenti. Salvatore Schina fu allontanato e isolato , credo che in una altra epoca e contesto se ci fosse stato il Michele Navarra noto medico e capo di Cosa Nostra a Corleone lo avrebbero fatto fuori.
La controversia, del resto, si trascinò per anni. Le ricostruzioni giornalistiche ricordano gli accordi del novembre 2008 sulle aree contese, le successive difficoltà nell'attuazione della variante urbanistica e la soluzione arrivata soltanto alla fine del 2020. Gli sviluppi più recenti sulla concessione del porto hanno ulteriormente riportato la gestione di quel bene pubblico al centro del dibattito.
La domanda politica resta inevitabile: perché le ragioni sollevate allora da cittadini, pescatori e amministratori critici non produssero risposte risolutive in tempi ragionevoli? E perché chi aveva il dovere istituzionale di rappresentare la comunità non fu presente, secondo la testimonianza di chi visse quei momenti, durante lo sgombero?
A distanza di anni, quelle domande non possono essere liquidate come vecchie polemiche. La memoria pubblica serve proprio a verificare le decisioni, ricostruire le responsabilità e impedire che le conseguenze delle scelte amministrative ricadano sempre sulla popolazione, mentre i protagonisti della politica continuano a occupare le proprie posizioni. Le cariche pubbliche non sono un patrimonio familiare: la fiducia dei cittadini si conquista con i fatti e si perde quando mancano risposte e responsabilità.
COME POSSONO I FERRARO CONTINUARE A PUNTARE SULLE POLTRONE DOPO LE CRITICITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE DI ANTONIO FERRARO PRIMA E DI QUELLA DI SUA FIGLIA VALERIA, OGGI AL FIANCO DEL SINDACO FRANCESCO PETRACCA? CAMBIANO I PROTAGONISTI, MA GLI INTERROGATIVI SULLA QUALITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE RESTANO. LE CARICHE PUBBLICHE NON SONO UN PATRIMONIO DI FAMIGLIA , UNA DINASTIA ASSERVITA : CHI GOVERNA DEVE RISPONDERE DEI RISULTATI E DELLE CONSEGUENZE DELLE PROPRIE SCELTE. E ATTENZIONE AL POSSIBILE SCARICABARILE FINALE: QUANDO ARRIVERÀ IL MOMENTO DI RENDERE CONTO, NON VORREI CHE QUALCUNO PRENDESSE LE DISTANZE DALLE DECISIONI CONDIVISE, LASCIANDO A PETRACCA IL RUOLO DI UNICO CAPRO ESPIATORIO.
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