NON APRITE QUELLA PORTA
Apr 28, 2026
Gagliano del capo : mieteranno vittime deluse tra i semplici, la povera gente e gli illusi, dopo sei anni lo posso dire !
L'ingresso dell'avvocato Riccardo Monteduro nel direttivo provinciale del Movimento Regione Salento, guidato da Paolo Pagliaro proprietario di TeleRama, ha riacceso il dibattito sul delicato rapporto tra militanza politica e visibilità mediatica nel Salento. La sua contestuale candidatura alle elezioni amministrative di Gagliano del Capo a Maggio 2026 rende la questione particolarmente sensibile sotto il profilo della correttezza comunicativa e preoccupa un po’ tutti.
Il cuore delle preoccupazioni risiede nell'uso di TeleRama, l’emittente fondata dallo stesso Paolo Pagliaro, come piattaforma per la diffusione di contenuti che sfumano pericolosamente il confine tra informazione giornalistica e propaganda elettorale. Questo scenario richiama direttamente i recenti interventi dell’AGCOM, che nel settembre 2024 ha sanzionato l'emittente proprio per violazioni della par condicio, accertando uno squilibrio informativo sistematico a favore di posizioni politiche vicine all'editore.
In un piccolo centro del Sud Salento, dove una parte della popolazione tende ancora a considerare la televisione come una fonte autorevole e indiscutibile di verità, tale meccanismo rischia di trasformarsi in un efficace strumento di manipolazione. Quella che appare come una finestra sul mondo è, per i critici, un artefatto di un gioco politico dal profilo mediocre, volto a nascondere le ambizioni personali dietro la maschera del servizio pubblico.
L’identificazione di battaglie vicine ai bisogni reali , dalla sanità ai trasporti, fino alla salvaguardia ambientale , viene veicolata attraverso una narrazione martellante che serve a costruire il personaggio di "paladino del territorio". Tuttavia, col passare del tempo, queste crociate si rivelano spesso prive di sostanza, risolvendosi in una sorta di fuffa mediatica. In questa ottica, lo stesso Movimento Regione Salento appare come un sogno illusorio e strumentale, utilizzato per alimentare un’ascesa politica che promette grandi cambiamenti ma produce, alla fine, soltanto fumo negli occhi.
L'intera architettura politica di Pagliaro è solo una sorta di "fabbrica del consenso" basata su promesse simboliche che, alla prova dei fatti, non producono cambiamenti strutturali,ma innescano un monetificio di tutto rispetto sulle spalle degli ingenui e attraverso canali finanziatori solitamente opachi, berlusconismo docet e Pagliarp ne è una derivazione , non a caso la sua televisioni e il consenso manipolato lo hanno portato in Regione
L'idea di una ventunesima regione, pur basandosi su radici storiche che risalgono all'Assemblea Costituente, viene oggi descritta dai detrattori come un "sogno illusorio". Questa percezione deriva principalmente dall'impraticabilità normativa del progetto: l'articolo 132 della Costituzione impone requisiti numerici (almeno un milione di abitanti) e un iter legislativo estremamente complesso che rende l'obiettivo quasi irraggiungibile nell'attuale assetto istituzionale. Per molti osservatori, agitare la bandiera dell'autonomia salentina è diventato un formidabile strumento di marketing politico, capace di catalizzare il malcontento territoriale verso il "centralismo barese" per trasformarlo in consenso elettorale che mieterà vittime tra i semplici, la povera gente e gli illusi
In questo contesto, la scalata di Pagliaro nelle istituzioni regionali è vista come il risultato di una narrazione efficace che utilizza la struttura di TeleRama non solo come emittente d'informazione, ma come cassa di risonanza per un'agenda politica personale. L'accusa ricorrente è che il tema della Regione Salento venga "riesumato" ciclicamente in prossimità delle scadenze elettorali per giustificare alleanze e posizionamenti.
Il coinvolgimento di Riccardo Monteduro, avvocato e membro del direttivo del movimento ora candidato sindaco a Gagliano del Capo, si inserisce in questa dinamica. La preoccupazione dei critici è che la battaglia per il territorio diventi un viatico per carriere amministrative locali, dove l'appartenenza al movimento e la visibilità garantita dai canali editoriali di Pagliaro offrirebbero una rendita di posizione difficile da contrastare per gli avversari indipendenti. Quello che per i sostenitori è un "radicamento necessario", per gli oppositori resta una manovra strumentale: un'aspirazione nobile trasformata in un trampolino di lancio per il potere regionale e locale.
L’architettura politica costruita negli anni da Paolo Pagliaro rappresenta un caso unico di integrazione tra potere mediatico, attivismo territoriale e filantropia, che rischia di trasformarsi in una "fabbrica del consenso" capace di condizionare profondamente la libertà di scelta dei cittadini. Al centro di questo sistema si colloca TeleRama, emittente che l’AGCOM ha più volte sanzionato, da ultimo nel settembre 2024, per violazioni della par condicio e squilibrio informativo. Questo utilizzo della televisione come megafono personale sfuma i confini tra giornalismo e propaganda, inducendo parte dell’elettorato, specialmente nei piccoli centri del Sud Salento come Gagliano del Capo, a percepire come verità assoluta quella che è spesso una narrazione studiata a tavolino.
In questo teatro politico, figure come Riccardo Monteduro, membro del direttivo del Movimento Regione Salento e candidato sindaco, beneficiano di una visibilità privilegiata che altera la parità con gli altri contendenti. Le battaglie storiche del movimento , dalla sanità ai trasporti, fino all'illusoria autonomia regionale ,vengono presentate con toni messianici e martellanti, ma col tempo rivelano spesso una natura strumentale: temi reali utilizzati come esche per catturare il malcontento popolare e trasformarlo in ascesa politica personale. Quando i riflettori si spengono, ciò che resta è spesso una "fuffa" mediatica che non incide sui problemi strutturali del territorio, ma consolida posizioni di potere in ambito regionale.
A blindare questo meccanismo interviene la Onlus CuoreAmico, che aggiunge al sistema un'aura di sacralità morale. Pur nell'importanza dell'aiuto concreto alle famiglie, l'uso massiccio del sociale a scopi di immagine crea un legame emotivo che rende l'editore-politico quasi inattaccabile. Il cittadino, grato per la solidarietà ricevuta o testimoniata, finisce per consegnare il proprio consenso a un progetto che mescola indistintamente beneficenza, affari e ambizioni elettorali. Per essere davvero liberi, i cittadini devono imparare a distinguere tra l'impegno civile e la messa in scena, tra l'informazione imparziale e il "fumo negli occhi" di una politica che usa il Salento come palcoscenico per i propri artefatti, anziché servirlo con onestà intellettuale.
Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore
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