NELLA MAFIOPOLI I SINDACI BUFFONI CI PROVANO ANCORA !
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NELLA MAFIOPOLI I SINDACI BUFFONI CI PROVANO ANCORA !

Jun 9, 2026

NELLA MAFIOPOLI IL BUFFONE CI PROVA SEMPRE


Il Sindaco di Castrignano del Capo Francesco Petracca ieri Santo Papa vanta un successo che, in realtà, mette a nudo una gestione fallimentare. Si loda la 'tenacia' degli uffici, ma si dimentica di dire che il Comune di Castrignano del Capo, in quanto socio al 49% della società Porto Turistico, è stato per anni sia controllore che controllato. Se oggi dobbiamo ringraziare la Guardia di Finanza per aver scoperto una sottostima catastale che il Comune non era riuscito a rilevare (o non aveva voluto vedere), allora non siamo di fronte a una vittoria, ma alla prova provata che per anni si è permesso a una partecipata pubblica di non versare il dovuto alla collettività. Questi soldi non sono un 'investimento per il futuro', sono un credito che il Comune avrebbe dovuto incassare regolarmente, senza bisogno di sentenze e indagini, se solo chi governava , ieri come oggi, da Santo Papa a Petracca , avesse tutelato il pubblico interesse invece degli equilibri societari.

Questa operazione di facciata stride pesantemente con la realtà di un ente che dispone di un intero apparato di tecnici, consulenti e funzionari regolarmente retribuiti con soldi pubblici quando non sono inquisiti anche loro, il cui unico compito sarebbe proprio quello di vigilare sulla corretta applicazione dei tributi.

Il quadro che delineo è una disamina lucida e impietosa di quello che in sociologia politica viene definito un "sistema chiuso". La ricostruzione non si limita a elencare dei nomi, ma mappa un ecosistema di potere in cui la commistione tra ruoli pubblici, gestione di partecipate e interessi privati trasforma la vigilanza in una mera funzione di rappresentanza di facciata.

Ciò che emerge dall'analisi delle responsabilità politiche e tecniche degli ultimi dieci anni e più a Leuca non è più quello di una gestione amministrativa discontinua, ma la fotografia nitida di un ecosistema di potere che ha saputo mantenere una continuità operativa granitica, indipendentemente dal colore delle giunte. Dietro la narrazione di una corretta gestione del bene pubblico si staglia, invece, una mappa precisa di ruoli e nomi che, all'interno del CdA del Porto Turistico, avrebbero dovuto fungere da sentinelle per il Comune e che, al contrario, hanno assistito per un decennio a una "miopia" collettiva ormai difficile da giustificare come semplice disattenzione.

Il punto centrale della denuncia è l'inefficacia (o la complicità) del CdA ove risiedeva anche nella maggioranza del 51 % una figura ambigua e opaca quella del Contabile Cosimo Cordella . Ma rimaniamo ora nel 49 % del CdA della Porto Turistico S. Matia di Leuca rappresentato dal Comune. Per legge, il rappresentante del Comune in una partecipata o in una società mista ha il compito di tutelare gli interessi dell'ente pubblico. Il fatto che per dieci anni non siano state rilevate anomalie catastali così macroscopiche da generare un debito di oltre 800mila euro solleva ipotesi gravi oltre alle non conformità o difformità palesi sollevate dagli esposti recenti della opposizione : altra questione al vaglio della Magistratura di Lecce. Ma ora parliamo di altro.

La successione cronologica, che parte dall'amministrazione Santo Papa pregiato Generale della Finanza , mi raccomando non fate pernacchie, e prosegue senza scosse sotto quella di Francesco Petracca, rivela una rete di professionisti , avvocati, assicuratori e figure di spicco della scena locale , selezionati e remunerati proprio per “tutelare” la quota pubblica del 49%.

Hanno gravitato nel Porto turistico S. Maria di Leuca :


Rizieri Siciliano (vertice Consorzio Mari d’Oriente e figlio dell ex Sindaco Francesco Siciliano), Cosimo Cordella membri in passato del Cda

Poi a seguire

Santo Papa Sindaco, Paolo Schina, Avvocato Giuseppe Fersini

Francesco Petracca Sindaco, Avvocata Giulietta Petese, Vito Pizzolante

Tutti sofferenti di miopia grave conclamata.

Se per dieci anni nessuno di questi componenti ha sollevato il velo sulle gravi anomalie catastali e sul mancato versamento di IMU e TARI, l’argomento della sorpresa o del successo tardivo dell'ufficio tributi appare come un tentativo di rilettura postuma della realtà. La presenza costante di questa rete dimostra che l'amministrazione non solo era presente, ma era il cuore pulsante delle decisioni all'interno della società Porto Turistico, rendendo l'intervento della Sezione Navale della Guardia di Finanza una necessaria supplenza istituzionale, arrivata dove la politica locale si è ostinatamente rifiutata di guardare persino su pressioni della opposizione costratta poi all’esposto per altre poi accertate e gravi anomalie.

Ciò che colpisce maggiormente non è solo la latitanza nel ruolo di vigilanza, ma la capacità di questi stessi attori di consolidarsi in altri gangli vitali del territorio. Il passaggio di figure chiave dalle stanze del Porto ai vertici di realtà come la Sogeco, o il controllo esercitato attraverso il Consorzio Mari d'Oriente Rizieri anch’ egli guarda caso figlio di un ex Sindaco e presente per un periodo nel CdA della Porto Turistico, disegna una vera e propria ragnatela di relazioni che trasforma le partecipate e i consorzi in vasi comunicanti. In questo scenario, chi ieri avrebbe dovuto vigilare sulle tasse del porto turistico e altre anomalie ha preferito non vedere, oggi si ritrova a gestire altre casseforti strategiche della collettività, creando un circuito in cui le posizioni di potere vengono semplicemente trasferite, garantendo che le prassi consolidate non vengano mai realmente messe in discussione.

La rotazione delle figure che ho citato (Pizzolante, Fersini, ecc.) descrive quello che potremmo definire "riciclo funzionale".

  • Sogeco: Spostare un profilo dal Porto alla gestione dei rifiuti (Pizzolante e Sogeco) significa passare da una "cassaforte" all'altra della comunità. La continuità di questi attori garantisce che le prassi amministrative non cambino mai, indipendentemente dalla giunta in carica.
  • Consorzio "Mari d'Oriente": Qui entriamo nel merito del controllo del territorio. Chi gestisce il consorzio gestisce l'economia del diporto. Se chi è stato "cieco" nel CdA del Porto è lo stesso che coordina gli operatori turistici, condizionandoli contro Tizio, Caio Sempronio, il conflitto di interessi è strutturale e non più solo procedurale.

Il caso dell'avvocato Giuseppe Fersini, capace di muoversi tra i ruoli in CdA e contenziosi dai confini etici labili, rappresenta la sintesi di un sistema in cui l'interesse pubblico diventa terreno fluido, spesso subordinato a equilibri che sfuggono alla trasparenza. Non ci troviamo di fronte a un Comune virtuoso che combatte l'evasione, bensì a un cortocircuito in cui il merito di un recupero crediti viene rivendicato dalla politica solo dopo che è stato lo Stato a intervenire per sanare il danno attraverso il giornalaccio il Gallo.

  • La "miopia" non è clinica, ma politica. Se il Porto è il motore economico (e di consenso) del territorio, è probabile che esista una tacita "pace sociale" in cui il Comune di Castrignano del Capo attraverso mappe di precise influenze rinuncia a riscuotere quanto dovuto per evitare di mettere in crisi i bilanci di realtà imprenditoriali che costituiscono la base del consenso elettorale.

Mentre la comunità subisce attraverso una violenza sotterranea le conseguenze di una cronica carenza di servizi e risorse e di una vera struttura di potere ereditaria e trasversale, capace di sopravvivere a ogni cambio di casacca elettorale, i soliti noti continuano a occupare i centri nevralgici del territorio a crescere, ingrassare,cadere in piedi ed a esercitare un potere politico mafioso, confermando che il vero problema di questa vicenda non è solo di natura contabile, ma di tenuta democratica: la trasformazione delle istituzioni in un sistema chiuso, autoreferenziale e impermeabile al controllo dei cittadini.

L’arrivo della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza, lungi dall'essere un fiore all'occhiello dell'amministrazione, suona come una certificazione di fallimento per un ufficio tributario che ha necessitato di un intervento esterno per compiere atti di ordinaria amministrazione. È legittimo chiedersi dove siano stati, in tutti questi anni, i rappresentanti nominati dal Comune all'interno degli organi societari della Porto Turistico Marina di Leuca S.p.A.: com'è possibile che chi sedeva nel consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale in rappresentanza dell'ente pubblico non abbia ravvisato, o peggio abbia ignorato, la palese sottostima dei valori catastali e l'omesso versamento di TARI e IMU?


Ma davvero Sindaco Francesco Petracca credi che siamo masse informi di vita indegne di rispetto a Leuca ?

Siamo di fronte a un cortocircuito istituzionale dove il Sindaco, nel tentativo di ripulire l'immagine dell'ente e mettersi al riparo da responsabilità per danno erariale, celebra come una conquista il recupero di risorse che la comunità ha atteso per anni, dimenticando che tale ritardo ha di fatto sottratto liquidità al bilancio comunale proprio nel momento del bisogno. Celebrare la "dedizione" degli uffici, dopo che le sentenze di primo grado e l'Agenzia delle Entrate hanno dovuto forzare la mano a una società partecipata dal Comune stesso, è un esercizio di retorica ipocrita che nasconde una complicità di sistema.

E in questo teatrino, a recitare la parte del suggeritore compiacente, ci pensa Il Gallo: un articolo deprimente come tutti quelli che riguardano la nostra o locale cronaca, servile, scritto più per proteggere i potentati politici Sindaci e altro che per informare senza porre quesiti o riflessioni; facile fare giornalismo parassitario o i pennivendoli di professione in tali termini, ed io invece ricordo che non sono pagato da nessuno !!!

Quello del Gallo una testata che rappresenta la VERGOGNA del nostro territorio è un pezzo che puzza di marcio, confezionato per trasformare una vergognosa inerzia e complicità amministrativa in un elogio alla "tenacia", una narrazione nauseante che avalla il sistema invece di squarciarlo mettendo l'immagine in primo piano del Sindaco Petracca come fossi suo merito; evidente firma di complicità e ossequio perfino del Gallo.
Se non fosse per la voce di cittadini che, come me, non si fanno imboccare dalla loro propaganda, la verità resterebbe sepolta sotto le pagine di questo giornalismo di regime.
Non è una vittoria, è solo il tentativo maldestro di ripulire una "creatura" societaria che ha accumulato debiti proteggendo gli interessi privati a scapito della collettività, con la complicità silenziosa di chi dovrebbe fare informazione e fa invece da guardia del corpo ai potenti.

Di fronte a questo scenario, la ricerca del Sindaco di una "benedizione" mediatica risulta non solo stucchevole, ma offensiva.

Sbandierare sentenze di primo grado come denaro già in cassa è un azzardo: sono atti fragili, pronti ad essere ribaltati in appello, mentre il rischio prescrizione pende come una mannaia su ogni euro che il Comune non ha riscosso quando doveva.

L’intervento della Guardia di Finanza è la prova che l’amministrazione ha abdicato al proprio dovere, delegando ad altri l’ordinaria amministrazione. Mentre il Sindaco cerca consenso e i giornalisti di corte applaudono, la comunità paga il prezzo di una gestione che ha scommesso sulla pazienza dei cittadini, sperando che il debito si trasformi in un fantasma protetto dalla prescrizione. Il coraggio non è ammettere tardivamente i propri errori cercando il plauso pubblico; il coraggio sarebbe stato far rispettare le regole per tempo, senza dover aspettare che le Fiamme Gialle venissero a ricordarci che, in questo Comune, le leggi valgono anche per le società di cui il Sindaco è socio. E scusatemi se per me e molti siete abili mafiosi !!!


ARTICOLO DEL GALLO

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