LA GIUNTA PETRACCA DI CASTRIGNANO DEL CAPO : NON L’AVETE CAPITA ANCORA ?
LA GIUNTA PETRACCA DI CASTRIGNANO DEL CAPO : NON L’AVETE CAPITA ANCORA ?
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LA GIUNTA PETRACCA DI CASTRIGNANO DEL CAPO : NON L’AVETE CAPITA ANCORA ?

Oct 7, 2026

LA GIUNTA PETRACCA DI CASTRIGNANO DEL CAPO : NON L’AVETE CAPITA ANCORA ?

A questo punto, però, fermarsi alla parola “inefficienza” rischia di essere persino riduttivo. Una singola irregolarità può essere un errore. Due possono essere una disfunzione. Ma quando nel tempo si susseguono opere pagate e non eseguite, quantità contabilizzate che non corrispondono a quelle effettivamente realizzate, opere pagate due volte o di più, somme che devono essere recuperate, interventi ripetuti sulla medesima infrastruttura senza una soluzione definitiva e lavori di importo rilevante sottoposti a verifiche sull'effettiva esecuzione che non si predispongono nonostante la normativa , la domanda cambia radicalmente.

È possibile che tutto questo sia soltanto il risultato di una catena di errori, superficialità e carenze di controllo? Oppure esiste una forma di cecità istituzionale talmente sistematica da apparire, almeno politicamente, non più casuale? La seconda che ho detto !!!

È questa la domanda più inquietante che emerge dalla sequenza dei fatti. Perché la cecità amministrativa può essere involontaria; ma quando le anomalie si ripetono, vengono segnalate, vengono documentate e richiedono l'intervento di soggetti esterni o della stessa opposizione perché producano conseguenze amministrative, diventa legittimo chiedersi se siamo ancora davanti a semplice incapacità di controllo oppure davanti a un meccanismo nel quale qualcuno vede, qualcuno segnala e qualcun altro continua a non vedere.

Ed è qui che il problema assume una dimensione ancora più grave. Se una simile dinamica fosse consapevole e reiterata, non saremmo più soltanto davanti a una cattiva amministrazione, a una sequenza di errori o a una gestione discutibile della cosa pubblica, ma alla possibile esistenza di un sistema di relazioni, protezioni e reciproche convenienze che meriterebbe ben altra attenzione da parte degli organi di controllo come anche gli assessori e il sindaco oltre alla magistratura.

Non sto sostenendo che i fatti sin qui documentati dimostrino, da soli, l'esistenza di rapporti mafiosi: sostengo però che, proprio per la loro ripetitività, per la loro natura e per le eventuali convergenze che emergono dall'insieme delle circostanze, non possono essere liquidati sistematicamente come semplici “errori” o casualità amministrative. E, soprattutto, quanto finora evidenziato rappresenta soltanto una parte dei fenomeni che riguardano la gestione della giunta Petracca.

Vi sono infatti ulteriori elementi e ulteriori circostanze che meritano di essere esaminati nel loro complesso, compreso il ruolo dell'assessore ai Lavori Pubblici priva di consensi sociali e sconosciuta ai più, di nome Valeria Ferraro, figura che cumula l'incarico politico-amministrativo con la professione forense e che noi paghiamo profumatamente perchè Lei non verifichi o controlli come prevede il suo ruolo da sempre inadempiente complice con l’ufficio tecnico, perennemente impreparata che cade dalle nuvole, una vera poveretta.

È proprio l'insieme di questi elementi, e non il singolo episodio isolato, a rendere necessario interrogarsi sulla natura delle relazioni che possono avere consentito il protrarsi di determinate dinamiche.

Per questo ritengo che l'espressione “mafioso”, se riferita non come qualificazione giudiziaria già accertata, ma come descrizione della possibile natura di un metodo fondato su silenzi, protezioni, condizionamenti e reciproche coperture, non sia affatto sproporzionata rispetto alla gravità delle domande che i fatti pongono. Saranno eventualmente gli organi competenti, sulla base di accertamenti formali, a stabilire se dietro queste dinamiche vi sia soltanto incapacità amministrativa, una rete di interessi e protezioni oppure qualcosa di ancora più grave. Ma proprio per questo la questione non può essere archiviata preventivamente come un semplice insieme di errori.

Perché quando il denaro pubblico viene speso, un'opera risulta non eseguita, una quantità non corrisponde a quella contabilizzata, una somma deve essere recuperata, una struttura viene nuovamente chiusa dopo ripetuti interventi e altri lavori finiscono sotto verifica, la domanda fondamentale diventa una sola: chi avrebbe dovuto vedere tutto questo prima che fosse necessario che qualcun altro lo denunciasse? E se l’opposizione non fosse cosi puntuale e attenta, e se è una regola della giunta chissà in quante altre situazione è riuscita a sperperare il denaro pubblico con i suoi consigliere e assessori Mina De Maria, Santo Papa, Oronzo Papa, Angelo Pirelli, Luigi Rizzo costantemente muti, obbedienti, incapaci , disinteressati persino al loro elettorato. Ma di cosa vogliamo parlare ? Dei conati di vomito che stimolano ?

E se nessuno vede, nonostante i segnali siano così numerosi e così concreti, allora è legittimo domandarsi se siamo davvero davanti alla semplice cecità della macchina amministrativa oppure a una cecità che, per essere così persistente, appare volontaria.

È precisamente su questo confine , tra incapacità, omissione consapevole e possibile sistema di protezione , che devono essere cercate le risposte.

Questa gente si arricchisce impunemente sulle spalle di tutti i castrignanesi !

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LA SVOLTA GIUSTA INCONTRA LA CITTADINANZA DI CASTRIGNANO DEL CAPO


CASTRIGNANO DEL CAPO

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