INTERVENTO DI FRANCESCO TOSCANO
Nov 5, 2025
Il discorso è di Francesco Toscano durante una puntata di Visione TV del 5 novembre. Toscano commenta in modo ironico e polemico gli articoli pubblicati dai principali quotidiani italiani, soprattutto dal Corriere della Sera e da La Repubblica, concentrandosi su un editoriale di Paolo Mieli sulla guerra in Ucraina.
La figura di Paolo Mieli è riconosciuta ufficialmente come quella di uno dei principali giornalisti e opinionisti italiani. Eppure, nell’ambito delle critiche esposte da Toscano e altri, viene interpretato come simbolo di un giornalismo che sarebbe troppo vicino a certi poteri , un giornalismo che, anziché «interrogare» il sistema, ne veicolerebbe le logiche sotto forma di narrazione.
Paolo Mieli è un giornalista e storico, già direttore del Corriere della Sera e della Stampa, figura centrale del giornalismo italiano dagli anni ’80 in poi. Ha sempre rappresentato una linea “moderata” e filo-istituzionale, con una forte attenzione alla compatibilità delle narrazioni mediatiche con l’equilibrio politico e finanziario del Paese.
Toscano e altri giornalisti “contro-corrente” lo citano spesso come simbolo dell’informazione tradizionale “di sistema”: quella che, secondo loro, filtra e orienta la percezione pubblica in coerenza con gli interessi di poteri economici o geopolitici superiori. Mieli, in questa visione critica, non è un singolo bersaglio ma un archetipo: il professionista colto e misurato che, con apparente neutralità, stabilisce cosa è “credibile” e cosa non lo è, contribuendo a delimitare i confini del dibattito pubblico.
La questione che emerge è: qual è il confine tra il ruolo dell’editorialista e quello del «messaggero» politico, e quanto questo influisce sulla fiducia del pubblico nei media?
Parte 1 – Critica ai media e a Paolo Mieli
- Toscano afferma di leggere i giornali non per fiducia, ma per cogliere i “messaggi nascosti” del potere.
- Prende di mira Paolo Mieli, definendolo ironicamente un “medium” più che un giornalista, e lo collega al padre Renato Mieli, ex agente dei servizi segreti britannici.
- Sostiene che l’articolo di Mieli, “Lo stallo dello zar in Ucraina”, contenga un “messaggio” implicito diretto alla Russia: secondo Toscano, Mieli ammonirebbe Putin che, anche vincendo militarmente, avrebbe comunque perso politicamente e moralmente.
Parte 2 – Analisi della guerra in Ucraina
- Toscano ribalta la tesi di Mieli: secondo lui, la Russia non è in difficoltà ma sta vincendo, scegliendo una guerra “lenta e logorante” per non distruggere tutto subito.
- Interpreta l’articolo come una “minaccia indiretta” dell’Occidente: un avvertimento ai russi a non spingersi troppo oltre, altrimenti “succederanno cose inimmaginabili”.
- Toscano ritiene invece che i media occidentali mentano da anni sulla presunta sconfitta russa, mentre i fatti mostrerebbero l’opposto.
Parte 3 – Critiche all’Italia e all’Europa
- Passa poi alle dichiarazioni del Presidente Mattarella e del governo italiano.
- Contesta l’idea di un “esercito europeo” proposto in collaborazione con la NATO, definendolo un progetto astratto e pericoloso.
- Sostiene che l’Italia, nel caso di un conflitto esteso, sarebbe totalmente indifesa e rischierebbe di “sparire in un quarto d’ora”, non avendo un vero sistema di difesa.
- Accusa il governo e i media di ipocrisia per l’appoggio a Kiev e per la “campagna antirussa”.
Parte 4 – Considerazioni finali e ironie
- Toscano critica duramente anche Marta Serafini (Corriere della Sera) per il modo in cui racconta le battaglie in Ucraina, accusandola di diffondere propaganda e omettere i fallimenti ucraini.
- Conclude il suo commento ridicolizzando il linguaggio e le notizie dei grandi quotidiani, che secondo lui manipolano la realtà per conto dei poteri occidentali.
- Passa infine a La Repubblica, citando brevemente lo scandalo di Totò Cuffaro e ironizzando anche su figure politiche come Francesca Donato.
In sintesi finale:
Toscano sostiene che:
- I media italiani diffondono propaganda filo-occidentale e anti-russa.
- Paolo Mieli usa il suo editoriale per inviare messaggi “in codice” al potere.
- La guerra in Ucraina non è affatto persa dalla Russia, che combatte con strategia controllata.
- L’Italia, obbedendo alla NATO e agli USA, si sta esponendo a gravi rischi.
- Le istituzioni e la stampa italiane vivono in una dimensione scollegata dalla realtà.
I "pizzini" di Paolo Mieli firmati MI6 -Il Controcanto - Rassegna stampa del 5 novembre 2025
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