INDESIDERATO : VADA VIA DAL SALENTO
Jul 11, 2026
INDESIDERATO : VADA VIA DAL SALENTO
Mentre Baia Verde cerca di respirare tra il traffico di agosto, i parcheggi selvaggi e i bagnanti ammassati su fazzoletti di sabbia, nel blu dello Ionio si materializza un palazzo galleggiante lungo centodiciassette metri. Si chiama Boardwalk ed è un pugno nell'occhio. Costa mezzo miliardo di dollari, sfoggia due eliporti, una spa, piscine e persino un fazzoetto di prato finto per giocare a golf.
A bordo c'è lui: Tilman Fertitta, re della ristorazione a cilindrata industriale, magnate dei casinò e, per grazia politica, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e costola di Trump, stessi gusti e stesso fornitore di cravatte.
Chiama tutto questo Coastal Diplomacy. Noi la chiamiamo, molto più semplicemente, una sfacciata presa in giro o americanata.
Veder sfilare questo mostro d'acciaio e sfarzo davanti a una costa fragile, martoriata dal turismo di massa e da un'eterna e irrisolta gestione delle risorse locali, è un pugno nell' occhio grande quanto lo scafo di Fertitta. Ci raccontano che è un tour istituzionale per celebrare il 250esimo anniversario dell'indipendenza americana e gli ottant'anni della Repubblica. Noi aspettiamo la nostra indipendenza da loro poichè oggi la finta Repubblica Italiana a sovranità limitata è di fatto un loro protettorato. Ma la verità è che l'unica cosa che festeggia questo sbarco è l'impunità dell'arroganza economica.
Ricevimenti blindatissimi a bordo, sindaci e governatori in fila sul molo a lucidare le scarpe alla corte del magnate, mentre fuori dalla passerella il territorio rimane quello di sempre: splendido, abusato, depresso, sfruttato e puntualmente dimenticato.
D'altronde, che cosa ci si poteva aspettare da uno che, all'alba della pandemia, ha sbattuto in mezzo a una strada quarantamila dipendenti con la surreale scusa di farlo "per il loro bene"? O da quel proprietario di franchigia NBA che ha smembrato una squadra da titolo pur di risparmiare due dollari sulla luxury tax?
Fertitta non è un diplomatico di carriera: è il perfetto emblema dell'oligarchia globale, un predatore seriale di marchi storici ridotti a catene di montaggio per hamburger standardizzati. Vederlo sbarcare nel Salento col suo yacht-continente significa accettare che la politica estera di una superpotenza sia ridotta a una crociera personale con annesso buffet privato.
Il Sud Salento non ha bisogno di elemosinare sorrisi sul ponte di comando di un miliardario texano in gita premio. Ha bisogno di rispetto, di tutela ambientale reale e di una politica che sappia alzare la testa anziché stendere il tappeto rosso davanti a chi scambia le nostre coste per un parcheggio privato per natanti extralusso.
Lasciassero pure cadere l'ancora, se proprio devono. Ma sappiano che, dietro lo sfarzo dei ricevimenti blindati, l'eco che lasciano a terra non è quella della diplomazia. È solo il rumore sordo della più vecchia, volgare e irrispettosa delle prepotenze.
Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore
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