IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI
IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI
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IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Jun 13, 2025

CASTRIGNANO DEL CAPO : IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI
INTRODUZIONE
L’attuale amministrazione di Castrignano del Capo capeggiata dal Sindaco Francesco Petracca Ferraro si trova al centro di una crisi politica e morale che non può più essere ignorata. Il caso del Porto Turistico di Santa Maria di Leuca — simbolo di un'opera incompiuta e di interessi incrociati — è solo la punta dell’iceberg. A inquietare non è soltanto la lentezza delle azioni o le ambiguità formali, ma una precisa incapacità politica di gestire il bene pubblico, tra silenzi strategici, ruoli svuotati e deleghe mal interpretate. E tutto questo accade sotto gli occhi di una cittadinanza che assiste in streaming al naufragio della rappresentanza.
1️⃣ LA STAMPELLA DELLA MAGGIORANZA
Il consigliere Santo Papa, ex generale della Guardia di Finanza, ha assunto un ruolo centrale nei consigli comunali, non tanto per il contenuto degli interventi, quanto per il vuoto lasciato da altri. Il suo uso intermittente del linguaggio giuridico, spesso impreciso o fuori contesto, non solo disorienta ma genera una nebbia utile a non decidere. Accanto a lui, il maresciallo Oronzo Papa — silenzioso e disinteressato — contribuisce alla fotografia di una maggioranza che ha smesso di amministrare per diventare semplice supporto numerico.
2️⃣ UNA GIUNTA IN CARICO, MA NON IN CARICA
In un Consiglio comunale trasmesso in diretta streaming, la cittadinanza può osservare assessori e consiglieri di maggioranza votare come esecutori silenti delle volontà del Sindaco. Nessuna voce autonoma, nessuna proposta, nessun dissenso: solo consenso passivo. A spiccare in questo vuoto di contenuti è il vicesindaco, titolare di deleghe cruciali come i Lavori Pubblici e la Cultura. Nonostante una laurea prestigiosa e l’investitura pubblica come esperta in ambito giuridico, la sua presenza nei consigli non brilla per contenuti o analisi. La distanza tra titolo e ruolo è evidente.
3️⃣ IL FANTASMA DEL PORTO E I LEGAMI STORICI
La vicenda della mancata decadenza del socio privato del Porto Turistico è emblematica. Nonostante una sentenza di fallimento, si continua a tergiversare in nome di cavilli, formalismi e “zone grigie” normative. Come nei Promessi Sposi, dove “questo matrimonio non s’ha da fare”, anche qui “questa decadenza non s’ha da dichiarare”. Intanto, la cittadinanza paga in termini di occasioni perse, sviluppo bloccato e un’opera pubblica svuotata nella sostanza e privatizzata nei fatti. Chi oggi dichiara di agire per legalità, era già parte di uno scenario in cui interessi, deleghe e cognomi si intrecciano da anni.
4️⃣ TRA VETRINE UNIVERSITARIE E EREDITÀ POLITICHE
L’apparenza del merito — incarnata da lauree altisonanti, master e incarichi — si scontra con l’evidente difficoltà di chi occupa ruoli strategici senza contribuire al dibattito democratico. L’impressione, avvalorata dalla storia recente del Comune, è che conti più il cognome che il contenuto. Il nome Ferraro continua a pesare: non solo per il passato amministrativo del padre Antonio, ma anche per le dinamiche di potere che sopravvivono attraverso nomine, silenzi e protezioni reciproche.
5️⃣ UN PAESE CHE GUARDA, UNA DEMOCRAZIA CHE SI SPEGNE
Non occorre più “scoprire” o “documentare”: tutto è sotto gli occhi di chi vuole vedere. Le opposizioni lo denunciano da mesi, ci sono documenti, missive, segnalazioni formali e, cosa ancora più significativa, ore e ore di consiglio comunale in streaming che testimoniano l’afasia istituzionale. La politica si è trasformata in coreografia, dove pochi parlano e molti votano, senza capire o senza voler capire. Il vero rischio, oggi, non è più lo scandalo, ma l’assuefazione. E in questo deserto di contenuti, a perdere non sono solo i cittadini, ma l’idea stessa di cosa dovrebbe essere il bene pubblico.
CONCLUSIONE
La stagione politica che stiamo vivendo non è solo mediocre: è passiva, autoreferenziale e pericolosa. Serve un cambio di paradigma che non può venire da chi ha contribuito a costruire il problema. La trasparenza non basta più: occorre coraggio, e soprattutto, memoria.
Perché chi oggi tace, domani non potrà dire di non sapere. Qualcuno non mancherà a ricordarglielo !!!
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