IL COMUNICATO RECENTE DI MEDIASET
Feb 13, 2026
IL COMUNICATO DI MEDIASET
La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone.
Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero.
Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie.
Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto.
Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola.
Il comunicato è di Mediaset.
Nel testo Mediaset afferma, tra l’altro, che: «La libertà di espressione non è libertà di diffamazione, di gogna mediatica, di sistematica distruzione delle persone…» e che «Questo non è informare. Questo non è denunciare.
Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto.»
Il punto sollevato è semplice:
Una società Mediaset che costruisce una parte rilevante della propria offerta su programmi fondati su esposizione emotiva, conflitto, giudizio pubblico e spettacolarizzazione della vita privata può davvero presentarsi come arbitro etico sul tema della “gogna” e della “dignità delle persone”?
Se prendiamo alcuni dei programmi di punta del gruppo:
AMICI
UOMINI E DONNE
C'È POSTA PER TE
TÚ SÍ QUE VALES
TEMPTATION ISLAND
FORUM
GRANDE FRATELLO
L'ISOLA DEI FAMOSI
FICTION MEDIASET
STRISCIA LA NOTIZIA
LE IENE
POMERIGGIO CINQUE
QUARTO GRADO
Emerge un dato oggettivo: gran parte di questi format si fonda su esposizione pubblica di conflitti personali, dinamiche di giudizio,ricostruzioni mediatiche di vicende spesso dolorose,narrazioni fortemente emotive e polarizzate.
Il nodo, quindi, non è: “Mediaset ha diritto a difendersi?” Sì, ovviamente. Il nodo posto è un altro, ed è legittimo:
può una realtà editoriale che da anni monetizza anche sul conflitto, sull’umiliazione simbolica, sulla spettacolarizzazione del privato e sulle cadute personali, usare oggi categorie come “gogna mediatica” “distruzione delle persone” “dignità umana” senza fare prima una riflessione autocritica sui propri prodotti?
Il problema non è il diritto di Mediaset a tutelare la propria reputazione, il problema è la contraddizione strutturale tra: il contenuto del comunicato e il modello televisivo che il gruppo pratica quotidianamente da decenni. Questa contraddizione, oggettivamente, esiste e produce degrado culturale. Ed è questo che rende fragile , sul piano etico e culturale , una presa di posizione così solenne.
Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore
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