IL CLAN DI CASTRIGNANO DEL CAPO
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IL CLAN DI CASTRIGNANO DEL CAPO

Feb 28, 2026

Quando un Sindaco costruisce una squadra di governo basata non sulla competenza, ma sull’affiliazione personale e sulla strumentalità al consenso, trasforma un’istituzione democratica in un feudo amministrativo.

Forme egoiche dei profili di certi individui è una inclinazione al dispotismo e al conseguente asservimento cieco di cui spesso la Domenica mattina si concentra e si raffigurra in certe diapositive di fronte ai quartieri generali come il Chat Bar oggi Martinucci a Leuca ieri.

Questa dinamica rappresenta il collante di una cappa di inefficienza e silenzio, dove il merito viene sistematicamente sacrificato sull'altare della fedeltà politica. In una giunta di "amici", il criterio di scelta non è la capacità tecnica di gestire il bilancio o i servizi sociali, ma la lealtà assoluta al capo: gli assessori diventano semplici esecutori e il dibattito interno svanisce.

Se un provvedimento danneggia la collettività, ma serve a mantenere il consenso di una determinata categoria elettorale, nessuno nella squadra ha il coraggio di opporsi. La competenza è vista come una minaccia, la mediocrità come una garanzia di controllo.

Il parallelismo con la squadra di calcio di Obiettivo Comune nella giunta Petracca certo non è mancato.

Questi "amici strumentali" servono a garantire un controllo capillare e discriminante sul territorio, agendo spesso come referenti di pacchetti di voti attraverso lo scambio di favori e il consenso clientelare. Il potere viene delegato per velocizzare pratiche, concedere licenze o incarichi, creando un debito di gratitudine che si traduce in voti.

È una forma di vigliaccheria amministrativa che il Sindaco di Castrignano del Capo Francesco Petracca traduce molto bene : si preferisce risolvere i piccoli problemi dei singoli fedelissimi piuttosto che affrontare le carenze strutturali che colpiscono tutti. Una squadra così composta funge da scudo protettivo per il Sindaco; chiunque provi a reclamare un diritto o a denunciare un disservizio trova davanti a sé un muro compatto e inaccessibile. Si consolida una casta locale dove le decisioni vengono prese in stanze chiuse, rendendo il cittadino comune un estraneo nelle istituzioni che dovrebbero rappresentarlo a meno che non faccia parte di una cerchia precisa.

Il limite invalicabile di questi governi è l'assoluta assenza o ostracismo di prospettiva a lungo termine. Gli amici strumentali servono per vincere le elezioni, non per progettare il futuro della comunità e lo si è ampiamente visto con il caso emblematico di Roberto Calabrese. Le energie vengono assorbite dalla gestione dell'immagine, tra annunci roboanti e piccole manutenzioni visibili, mentre i problemi complessi , come la riforma della macchina burocratica o l'integrazione di servizi di assistenza reali , vengono sistematicamente ignorati perché non portano un ritorno elettorale immediato.

Un Sindaco che governa in questo modo esercita un potere padronale mascherato da democrazia, medita sulla sua vita politica breve e non su visioni lungimiranti pressochè solo propagandate e poi sistematicamente abbandonate come il progetto e il plastico raffigurante il nuovo lungomare di Leuca, ve lo ricordate ?. È il tradimento della funzione pubblica: colui che dovrebbe essere il primo difensore dei diritti dei cittadini si trasforma nel capo di un comitato d'affari elettorale, dove la fedeltà cieca è l'unico requisito richiesto per gestire la cosa pubblica.

Da Oronzino Papa a Isabella Pisani del Teatro Minimo senza vergogna, finendo a Santo Papa e Valeria Ferraro la storia di amicizie clientelari di lungo termine è ben delineata.

Su quella parte di popolazione che sta a questo gioco si può dire qualcosa di ancora più amaro: si è trasformata nel tempo da comunità di cittadini in un corpo elettorale di clienti. Quando una parte della cittadinanza accetta il sistema del "feudo amministrativo" in cambio di un piccolo favore, di una pratica velocizzata o di una rassicurazione personale, diventa complice della propria stessa oppressione. È un meccanismo di auto-sabotaggio sociale dove si scambia un diritto universale con un privilegio temporaneo e precario.

Questo spiega l’assenza di reali forme di cronica e tardiva innovazione pubblica presente nelle nostre strade e nei disastri diffusi su tutto il territorio iniziando dal Porto Turistico S.M. di Leuca e finendo alle attività sportive di facciata, motore anche questo di logiche clientelari ben radicate di cui conosciamo le forme retoriche come la dizione di Comune Europeo dello Sport o eventi come la Montecarlo di Leuca.

C’è chi aderisce a questo sistema per un cinico calcolo d’interesse, ottenendo dalle "amicizie" della Giunta ciò che lo Stato dovrebbe garantire a tutti. Ma c’è anche una parte di popolazione che vi aderisce per paura o stanchezza: il cittadino "tramortito" smette di credere nella giustizia delle regole e si affida al "santo in paradiso" locale e un Santo Papa esiste davvero, convinto che sia l’unico modo per non essere schiacciato dalla burocrazia. Questo comportamento alimenta la cappa del Sindaco-Padrone,profilo calzante senza ombra di dubbio, perché un cittadino che chiede un favore è un cittadino che non può più pretendere un diritto: il favore obbliga al silenzio e alla gratitudine elettorale.

Si può dire che questa parte della popolazione soffra di una profonda mancanza di contezza: non capisce che il piccolo vantaggio ottenuto oggi , la licenza o il posto di favore per il conoscente , è esattamente ciò che domani le impedirà di avere una sanità efficiente o una burocrazia trasparente.

Accettando la logica del clan di Castrignano del Capo, la popolazione rinuncia alla propria dignità politica, preferendo la sottomissione al "capo" locale piuttosto che la lotta per un’amministrazione equa. È il trionfo della cultura del "particolare" che distrugge il bene comune, rendendo la collettività incapace di reagire anche di fronte ai soprusi più evidenti.

In ultima analisi, una popolazione che sta a questo gioco è la condizione necessaria perché la vigliaccheria politica possa prosperare. Senza una base che accetta di essere clientela, il Sindaco e i suoi amici non avrebbero potere. È un circolo vizioso in cui il suddito alimenta il sovrano e il sovrano impoverisce il suddito, in un patto di mediocrità che condanna il territorio all'immobilità e all'ingiustizia permanente.

Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore

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