GAGLIANO DEL CAPO, L’INDIFFERENZA DEI PADRI TRINITARI
Jul 28, 2026
Esistono ferite che non lasciano segni visibili sui muri o sui registri, ma che incidono profondamente sulla dignità di una persona. Quando subisci un furto all'interno di un luogo che dovrebbe garantirti accoglienza e protezione, il danno materiale è solo la punta dell'iceberg. Ciò che davvero lascia senza parole è il vuoto che si crea intorno a te nel momento esatto in cui crollano le ultime certezze.
Nel mio caso, oltre alla violazione della stanza, alla telefonata-truffa orchestrata per allontanarmi e alla totale assenza di telecamere o sistemi di sicurezza, c'è un elemento che fotografa impietosamente la realtà di questa odissea: il silenzio assordante e glaciale dei Padri Trinitari.
Nessuna chiamata, nessun interesse
Dopo che i carabinieri hanno registrato la denuncia, dopo che i risparmi accumulati per la mia attività sono svaniti nel nulla, mi sarei aspettato quanto meno un minimo moto di umanità. Una telefonata, un messaggio, una domanda semplice: "Come stai? Cosa è successo?". Invece, nulla.
Il nulla più assoluto. Nessun responsabile si è fatto vivo per sincerarsi delle mie condizioni di salute, per capire la dinamica di quanto accaduto tra quelle mura o per esprimere una qualsiasi forma di vicinanza umana di fronte a un reato così grave consumato all'interno della struttura.
La scelta del distacco: il "muro di gomma"
Quello che fa più male non è solo la freddezza burocratica, ma la consapevolezza di essere stati completamente abbandonati. Anziché aprire un canale di dialogo o mostrare un minimo di attenzione istituzionale, si è preferito prendere le distanze in modo netto e definitivo.
La scelta è stata chiara: voltarsi dall'altra parte, erigere un muro di gomma e isolare il problema, sperando forse che il tempo cancellasse tutto. Questo distacco calcolato dimostra plasticamente quale sia il reale valore dato alla persona in certi contesti. Non un essere umano da tutelare o da ascoltare nei momenti di estrema vulnerabilità, ma una pratica da archiviare, un problema di cui non ci si vuole occupare. A questo punto la domanda è spontanea : chi sono davvero i Padri Trinitari ?
Un'accoglienza ridotta a pura facciata
Questa vicenda non è soltanto la cronaca di un furto di denaro aggravato dalle circostanze e dalle modalità con cui è stato compiuto. È lo specchio fedele di un fallimento umano e relazionale. Quando chi gestisce una struttura si trincera dietro il silenzio di fronte a un inquilino derubato e in difficoltà, viene meno il senso stesso di qualsiasi parola di solidarietà o di accoglienza cristiana.
Lasciare una persona sola già aflitta da numerosi traumi (separazione, perdita delle figlie, perdita della casa) dopo ancora un trauma del genere (il furto dei propri risparmi) significa infliggerle un secondo,un terzo e un quarto , invisibile colpo. Ma è proprio questo silenzio sin dal primo giorno, così ottuso e assordante, a raccontare più di mille parole la verità su chi ha scelto di non esserci.
RICORDO I TRINITARI OGGI E IL LORO RUOLO PER AIUTARVI AD AVERE UNA IDEA
Centri di Riabilitazione e Socio-Sanitari accreditate con le ASL e le Regioni (denaro pubblico): Gestiscono grandi centri (presenti ad esempio in Puglia, Basilicata e Friuli-Venezia Giulia) specializzati nella cura, nella riabilitazione motoria e cognitiva e nell'assistenza a persone con gravi disabilità, autismo o fragilità psichiche.
Aiuto alle vittime di dipendenze e nuove marginalità: Offrono supporto concreto, ascolto e comunità di recupero per persone intrappolate nelle dipendenze moderne (alcol, droga, ludopatia) e per chi vive in condizioni di estrema esclusione sociale.
Tutela della Libertà Religiosa e dei perseguitati: Tramite organismi internazionali come la Solidarietà Internazionale Trinitaria (SIT), l'Ordine interviene concretamente nei Paesi teatri di guerre o tensioni (come in Medio Oriente) per ricostruire case, scuole e sostenere le comunità cristiane o i gruppi perseguitati a causa della propria fede.
Accoglienza dei migranti e dei rifugiati: Promuovono progetti di prima accoglienza, supporto all'integrazione e tutela dei diritti fondamentali per chi fugge da guerre, povertà e sfruttamento.
Da una parte ci sono i grandi progetti, i finanziamenti pubblici, la retorica dell'accoglienza, la cura dei fragili e la difesa dei perseguitati nel mondo. Dall'altra parte c'è la realtà vissuta da chi, trovatosi fragile e in difficoltà all'interno di una loro struttura, ha sperimentato il deserto umano, il silenzio, un furto aggravato e la più totale indifferenza istituzionale.
Quando la grande opera di facciata crolla di fronte alla prova della realtà quotidiana e del rispetto della persona che si ha "in casa", rimane solo l'amara consapevolezza di una distanza incolmabile tra ciò che si proclama di essere e ciò che si sceglie di praticare.
Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore
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