GAGLIANO DEL CAPO : CERTI PADRI TRINITARI
GAGLIANO DEL CAPO : CERTI PADRI TRINITARI
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GAGLIANO DEL CAPO : CERTI PADRI TRINITARI

Jul 22, 2026


...“È del tutto destituita di fondamento l'affermazione secondo cui Ella verserebbe in condizioni di abbandono: al contrario Ella dispone di una stanza ad uso esclusivo e di un bagno personale. I Padri Trinitari hanno inoltre più volte interessato il Comune di Gagliano del Capo affinché individuasse una diversa sistemazione, ma le soluzioni prospettate sono state da Lei ripetutamente rifiutate.

Parimenti contraddittorie appaiono le sue affermazioni laddove assume di aver avuto a disposizone una ingente somma di danaro e pure ha preferito approfittare della graziosa ospitalità dei Padri Trinitari, gli stessi che oggi diffama con affermazioni oltremodo inaccettabili.”...

Stralcio delle affermazioni profondamente lesive dell avvocato Massimo Ranieri



L'affermazione secondo cui verrebbe garantita una condizione abitativa adeguata è del tutto smentita dai fatti. Lo spazio descritto come una stanza ad uso esclusivo con bagno è in realtà un loculo di soli nove metri quadrati, privo di cucina, di un tavolo e di qualsiasi minimo agio, nel quale si è costretti a vivere da ben sei anni. A ciò si aggiunge una totale incompatibilità con le condizioni fisiche: una persona con obesità certificata di centosettanta chili si trova confinata in un ambiente minuscolo, caratterizzato da barriere architettoniche insormontabili, da un bagno cieco privo di finestre e bidet, e dotato di una microscopica ventola di aspirazione ferma e guasta da anni, senza che nessuno sia mai intervenuto o si sia recato sul posto a verificarne il funzionamento o le condizioni igienico-sanitarie. La totale assenza di luce naturale e di un adeguato ricambio d'aria aggrava un quadro di profondo degrado, ben lontano dalla decantata ospitalità.

Il contesto descritto ha di fatto azzerato ogni vita sociale, precludendo per sei anni la possibilità di condividere un pasto con gli amici in un ambiente privo di uno spazio vitale minimo e segnato da una totale assenza di prossimità parentale. A fronte di questa situazione di invisibilità e isolamento all'interno della struttura, risalta l'assoluta infondatezza delle insinuazioni circa una presunta ingente disponibilità di denaro, utilizzata strumentalmente dalla controparte per delegittimare una voce critica. L'attività di programmatore informatico, consulente, scrittore e autore di articoli e libri di carattere sociopolitico testimonia invece una professionalità di alto livello, del tutto mortificata da un contesto di reclusione e incuria. Infine, i presunti rifiuti opposti alle soluzioni del Comune vanno letti alla luce di proposte evidentemente inadeguate rispetto a un quadro di grave disagio, confermando che denunciare pubblicamente queste condizioni non costituisce diffamazione, ma l'esercizio legittimo del diritto di critica contro abusi e omissioni istituzionali.

L'affermazione secondo cui le soluzioni abitative proposte dal Comune sarebbero state ingiustificatamente rifiutate costituisce una palese falsità, volta a mascherare progetti fallimentari e inadeguati. La ricerca di alloggi sul territorio si è scontrata sistematicamente con una realtà in cui nessuno è disposto a stipulare un contratto di locazione regolare, pretendendo il pagamento intero in nero, mentre le poche opzioni formalizzate avrebbero comportato un costo doppio rispetto ai canoni di mercato. Tutte le alternative prospettate presentavano vizi occulti ed erano palesemente finalizzate unicamente ad allontanare dal convento per incardinare in condizioni peggiorative, con la complicità dei servizi sociali che le sponsorizzavano in concorso con logiche di marketing e di indirizzo politico del Sindaco. A fronte di tali tentativi, la mia capacità di analisi e la preparazione hanno permesso di difendermi e di dialogare formalmente tramite PEC per richiedere spiegazioni e chiarimenti, rimasti tuttavia sistematicamente privi di risposta.

L'ultimo tentativo in ordine di tempo è consistito in un progetto di housing temporaneo basato su una convivenza forzata in spazi ancora più ridotti rispetto alla stanza attuale, accompagnato da un vero e propio controllo, da regolamento da sottoscrivere, di tipo poliziesco da parte degli operatori per supposti motivi di sicurezza, azzerando ogni possibilità di riavviare la professione da tempo compromessa. Anche in quel caso, le numerose richieste di chiarimento inviate via PEC sono cadute nel vuoto, riducendo ogni interlocuzione a comunicazioni verbali prive di riscontro e sistematicamente contraddittorie, tali da generare profonda frustrazione e confusione. È emerso successivamente che tali convivenze forzate generavano forti tensioni tra gli occupati a causa di contesti legati a consumo di alcool e sostanze, inseriti in immobili pericolosi con scale prive di corrimano situate al primo piano. Sicuramente luoghi inidonei con le mie esigenze e non capricci.

A differenza di altri ospiti, che potevano contare sul supporto di famiglie e reti parentali in caso di fallimento dell'esperienza, l'allontanamento definitivo dal convento avrebbe lasciato totalmente privi di tutele e impossibilitati a tornare indietro, atteso che quell'housing era legato a finanziamenti del PNRR prossimi alla conclusione e che nessuno garantiva per iscritto cosa sarebbe accaduto al termine dei fondi. Il timore di trovarsi in una situazione irreversibile e disperata era dunque fondato e reale.

Le insinuazioni circa una presunta ingente disponibilità economica e un presunto approfittamento dell'ospitalità tradiscono un'inaccettabile pretesa di fare i conti in tasca, fondata su giudizi morali del tutto estranei ai diritti oggettivi della persona. La somma di denaro menzionata non era affatto un capitale destinato allo sperpero, bensì il frutto di un accordo transattivo extragiudiziale intrapreso per chiudere un'azione legale di lesione di legittima contro i fratelli , con i quali non vi è alcun rapporto , evitando così dieci anni di contenzioso, anche a seguito del decesso per miocardite di uno di essi, che rivestiva il grado di maresciallo dei carabinieri. Quella cifra rappresentava l'unica legittima garanzia economica per fronteggiare imprevisti e tutelare le figlie, e il tentativo di strumentalizzarla per dipingere una finta situazione di agiatezza serve unicamente a delegittimare uno stato di bisogno reale e a mascherare le responsabilità di chi gestisce l'accoglienza. Denunciare pubblicamente condizioni di grave degrado e incuria non costituisce in alcun modo diffamazione, ma l'esercizio legittimo di un diritto volto a ottenere giustizia e tutela della propria dignità.

L'atteggiamento tenuto da alcuni Padri Trinitari, sin dall'inizio con Padre Angelo, non più tra noi e successivamente con Padre Giovanni, si è tradotto in una costante e sistematica attività di denigrazione tesa a dipingere il sottoscritto come un poco di buono, ricorrendo a veri e propri meccanismi diffamatori condivisi con i loro seguaci o compagni di merenda. Si tratta di logiche tipiche dei peggiori ambienti della politica più meschina, strumentalizzate unicamente per nascondere le responsabilità dei veri carnefici, privando del tutto l'operato della struttura di qualsiasi parvenza di etica, morale o autentico sentimento religioso. Una gigantesca vergogna che accompagna quei sentimenti che si sono accasati silenziosamente nell'animo di alcuni Trinitari, i quali si sono resi protagonisti privi di vergogna, e che spero abbiano preso oggi un'altra strada, convinto che ci si puo sempre correggersi.
L'iniziativa del loro legale Studio Massimo Ranieri appare evidente frutto di un incarico ricevuto con l'intento preciso di colpire e fare del male al sottoscritto, caricato a molla da chi, privo di argomenti solidi sul piano della verità e della giustizia, affida alla strumentalizzazione e all'aggressività professionale il compito di ribaltare le responsabilità e infierire ulteriormente. Ditemi se si addice allo spirito cristiano dell ordine dei Trinitari per cui non generalizzo e indico nem inteso la mia esperienza con alcuni qui nel nel convento del Comune di Gagliano del Capo.

Rispediamo fermamente al mittente ogni affermazione e insinuazione, augurandoci un miglior dialogo tra le parti, sempre che riescano finalmente a scrollarsi di dosso quella buona dose di pregiudizi nutriti nei confronti del sottoscritto, la cui presunta debolezza o fragilità viene strumentalizzata, laddove si è invece dimostrata una solida e irriducibile capacità di difesa, lucidità e dignità.

Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore

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