ENNESIMA MINACCIA : MERCOSUR
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ENNESIMA MINACCIA : MERCOSUR

Jan 17, 2026

ENNESIMA MINACCIA : MERCOSUR

Il Mercosur(ACRONIMO DI MERCADO COMÚN DEL SUR, IN ITALIANO "MERCATO COMUNE DEL SUD") è al centro di una fortissima polemica proprio in questi giorni (gennaio 2026), perché molti lo considerano un "accordo tossico". La pericolosità che viene denunciata non è legata a una minaccia fisica immediata, ma ai grandi rischi che potrebbero cambiare il nostro modo di mangiare e vivere.

Mentre a Bruxelles e nelle capitali del Sud America e l’Africa si brindava, all'inizio di questo gennaio 2026, per lo sblocco dello storico accordo tra Unione Europea e Mercosur, nelle piazze europee il clima è ben diverso. Il contrasto è stridente: da una parte le "super-autostrade" del libero scambio si aprono oltre l’Europa che promettono di abbattere dazi e far viaggiare milioni di tonnellate di merci poichè in Europa è proibitivo produrre per via dei costi; dall'altra, il cittadino comune che, davanti allo scaffale del supermercato, si ritrova a fare i conti con un'economia che sembra aver perso il controllo della realtà.

La logica politica dietro il Mercosur è lineare, quasi matematica: aumentando l’offerta di prodotti (carne, soia, materie prime) a prezzi più bassi, si dovrebbe teoricamente combattere l’inflazione. Ma è qui che il "motore" dell'economia moderna sembra incepparsi. La politica confonde la disponibilità delle merci con la capacità di acquistarle.

Nonostante l'arrivo di beni a basso costo e meno controlli di qualità dal Sud America, il caro vita non accenna a diminuire. Il motivo? Una spirale di costi energetici e speculazioni che annulla ogni beneficio derivante dai trattati commerciali. La politica, incapace di regolare i prezzi interni, si rifugia nei grandi accordi transoceanici, sperando che il mercato si autoregoli. Il risultato è un calo dei consumi che non risparmia più nemmeno i beni di prima necessità.

Il vero "corto circuito" è sociale. Mentre il Mercosur rischia di mettere in ginocchio i produttori locali (il cuore del nostro "Made in Italy"), i risparmi degli italiani vengono erosi da un'inflazione che ha trasformato il ceto medio in una nuova classe di povertà energetica e alimentare.

  • L'economia non riesce più a redistribuire la ricchezza: i profitti delle grandi catene di distribuzione restano alti, mentre il salario reale è fermo a cifre di dieci anni fa.
  • La politica appare come un osservatore passivo, capace di firmare trattati complessi ma incapace di varare misure che proteggano il valore reale della busta paga.

Il pericolo reale è che l'accordo Mercosur diventi il simbolo di un'economia "distante", che preferisce importare carne a basso costo dall'Argentina piuttosto che sostenere il potere d'acquisto dei propri cittadini per permettere loro di comprare prodotti locali di qualità. Questa incapacità di contenere il calo dei consumi sta portando a una desertificazione delle attività commerciali nei nostri quartieri.

Se la politica non tornerà a occuparsi di come le famiglie arrivano alla fine del mese, nessun trattato di libero scambio potrà salvare un sistema dove i magazzini sono pieni di merci che nessuno può più permettersi.

Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore

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