CONSIGLIO COMUNALE, PERFORMANCE DELLA FERRARO
CONSIGLIO COMUNALE, PERFORMANCE DELLA FERRARO
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CONSIGLIO COMUNALE, PERFORMANCE DELLA FERRARO

Dec 24, 2025

Non è la prima volta.
Ed è proprio questa reiterazione a rendere la vicenda politicamente rilevante e non liquidabile come un semplice scontro consiliare.

L’assessore ai lavori pubblici , oggi anche vicesindaca e titolare della delega alla cultura , è una figura priva di un percorso politico-amministrativo pregresso sul territorio, rientrata in paese dopo un’esperienza formativa universitaria in ambito giuridico presso la LUISS.
Una formazione che, di per sé, non è un limite, ma che non può sostituire l’esperienza amministrativa, soprattutto quando si è chiamati a governare settori complessi come i lavori pubblici e la spesa infrastrutturale per conto del "padre". Seconda per delega solo all' ex inquisito e impunito per truffa alla sanità Angelo Pirelli appartenente all area "SordoMuti" che rappresenta niente popodimeno l'interesse pubblico in giunta. Una vera armata brancaleone sotto le mentite spoglie di giunta.

La collocazione dell'assessore in Giunta avviene all’interno di un perimetro di continuità familiare, grazie a un consenso riconducibile in larga parte alla figura del padre, ex sindaco. Un dato politico che non può essere ignorato, perché incide sulla percezione di legittimazione e sul carico di aspettative che ne deriva.
Aspettative che, nei fatti, sembrano aver prodotto l’effetto opposto: insicurezza, iper-difesa, irrigidimento. Ma questo poteva non essere un fulcro dove far leva e diciamo che non lo è,le questioni ben piu gravi sono altre.

Il risultato è evidente nei Consigli comunali: di fronte a contestazioni puntuali e logicamente coerenti, l’assessore non entra mai nel merito tecnico, ma alza una barriera linguistica, adottando su ordini precisi un registro pseudogiuridico che richiama più un’aula di tribunale che un’assemblea democratica.
Non per chiarire, ma per intimidire, impressionare gli ingenui; non per spiegare, ma per rendere opaco e causare la mancata partecipazione pubblica nei consigli sopratutto dopo che una delegazione di cittadini aveva chiesto la distribuzione, nella sala consiliare, di uova marce..

La fumosità del linguaggio è tale che risulta spesso difficile persino comprendere cosa venga realmente affermato.Tanto è evidente che ad ogni consiglio quasi come un rituale che si ripete ogni volta, il consigliere di maggioranza Oronzo Papa ,un altro soggetto pluridecorato, è costretto ad alzarsi, fare il giro del tavolo a forma di ferro di cavallo e toccandosi un altro "attributo ferroso" timidamente raggiungere il sindaco e chiedergli cosa vorrebbe significare il vice sindaco Ferraro. In realtà è una reazione al mutismo che lo avvolge e che non sopporta poichè imposto e per dare l'impressione di una improbabile partecipazione o attenzione al dibattito ad ogni consigli si alza e corre alle dipendenze radicate del sindaco despota.

Un flusso di parole che dà l’impressione di voler saturare il tempo e lo spazio del dibattito, impedendo l’emersione di nodi concreti: lavori, costi, verifiche, responsabilità.

E quando la pressione diventa insostenibile, arriva l’ammissione più grave:l’assessore dichiara di non essere un tecnico, e dunque di non poter sapere.

Ma allora la domanda è inevitabile:
a cosa serve un assessore ai lavori pubblici che non sa, non verifica e non pretende spiegazioni?

L’assessore afferma, di fatto:

  • non sono un tecnico,

  • non posso sapere,

  • però è tutto regolare.

Queste tre affermazioni non possono coesistere logicamente.

Se non può sapere, non può nemmeno garantire.
Se garantisce, allora sa.
Se sa, deve dire come lo sa.
Probabilmente marinava le lezioni di logica del diritto per altri appetitosi,ma non dichiarati interessi.

In questo schema, l’ufficio tecnico viene sistematicamente evocato come scudo, mai realmente esposto al confronto pubblico. L’assessore diventa così una figura di interposizione: non guida, non controlla, filtra.
Il suo ruolo appare sempre più chiaramente quello di ostacolare l’emersione del pregresso, di ciò che viene ereditato e che continua a produrre effetti: dal porto turistico alle opere incompiute, dalle criticità strutturali mai affrontate alla gestione disinvolta, troppo disinvolta delle liquidazioni.

Il nervosismo mostrato in aula ,coinvolge anche il sindaco Francesco Petracca ,non è casuale.È la reazione a un controllo politico che funziona, esercitato con coerenza dal consigliere di opposizione De Nuccio, il cui rigore argomentativo mette in crisi una narrazione che regge solo finché non viene smontata pezzo per pezzo.
Il fastidio nei suoi confronti appare datato, quasi personale, segno che il problema non è l’interrogazione di oggi, ma il metodo di controllo che da tempo disturba equilibri consolidati.

In un Comune che molti cittadini percepiscono come opaco, il carico di deleghe concentrato su una figura politicamente inesperta non è segno di fiducia, ma di necessità di controllo interno.
Vicesindaca, assessora ai lavori pubblici, assessora alla cultura: troppe responsabilità per giunta in conflitto per una persona che appare più preoccupata di reggere la pressione che di garantire trasparenza.

Il linguaggio pseudogiuridico diventa allora una strategia di sopravvivenza politica. Gli ingenui credono che oggi possa ancora intimidire,impressionare come in anni passati.
Ma quando il linguaggio serve a coprire anziché a chiarire, non siamo più davanti a un limite individuale: siamo davanti a un problema democratico.

Perché le accuse restano agli atti.Le registrazioni restano.E il tempo, prima o poi, costringerà questa nebbia verbale a diradarsi.


VIDEO DEL CONSIGLIO DI DICEMBRE

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