COMUNE DI CASTRIGNANO DEL CAPO, ANNUS MIRABILIS 2016
Oct 30, 2025
La vicenda del porto turistico di Leuca affonda le proprie radici nella costituzione della società mista avvenuta tra il 1997 e il 1998. Da allora, una serie di decisioni amministrative e gestionali hanno determinato una complessa rete di responsabilità politiche, economiche e morali che, a distanza di decenni, continuano a suscitare interrogativi e tensioni. A un certo punto servirà qualcuno capace di mettere insieme tutte le fasi e scriverne un libro che ricordi come un manipolo di faccendieri tradendo i propri cittadini hanno ricevuto onori e gloria fondata sui piedi di argilla.
Tra le figure centrali della storia politica vi è Salvatore Cordella detto Maloto, revisore contabile della società per diversi anni. La sua posizione, pur legittima, è stata successivamente oggetto di discussione in quanto rappresentava un punto di collegamento tra gli interessi privati e la gestione pubblica. La giurisprudenza, secondo alcune interpretazioni, riconosce in quel ruolo una quota di responsabilità, sebbene mai formalmente sanzionata.Poi ebbe ad entrare in Politica con Santo Papa sindaco.
La ricostruzione politica degli anni successivi mostra come, durante la campagna elettorale del 2016, amministrazione Santo Papa, la questione del porto turistico non sia stata adeguatamente affrontata dai candidati. L’allora sindaco Santo Papa, presentatosi come figura “al di sopra di ogni sospetto” ex finanziere, evitò sistematicamente di esprimere una posizione chiara sul tema, nonostante fosse uno dei principali dossier cittadini. Tale silenzio apparve tanto più significativo alla luce del coinvolgimento di persone legate alle passate gestioni e del mancato riconoscimento di eventuali errori compiuti. Santo Papa che si è imposto sulla scena come l'uomo al di sopra di ogni sospetto e aveva un conflitto di interessi grande come una casa sul porto, oltre ad altri piccoli conflitti di interessi come quello sul Vesoma che gli furono persino contestati
Gli fu chiesto: “Perché non parlasse del porto turistico?”.
Santo Papa non affrontò mai il tema. Disse soltanto che, una volta eletto, si sarebbe “acculturato” sulla materia e che solo dopo avrebbe tratto le sue conclusioni.
Ma come si fa? Ti candidi a sindaco e non ti esprimi su uno dei dossier più importanti che dovrai affrontare persino dopo anni di servizio in Procura a Lecce ? Progafilmente posava il suo equilibrio su rami secchi della Procura ?
Santo Papa si candidava per la seconda volta, oltretutto con una lista composta per il 99% da persone che non sapevano assolutamente nulla, nemmeno le nozioni di base e nemmeno si sono interessate vivacchiando il piu possibile nei benefici di ruolo, una simmetria evidente anche nella giunta odierna di Francesco Petracca.
E soprattutto mentiva, sapendo di mentire, quando il Santo Papa diceva di non conoscere quella vicenda, avendo in lista uno che ne sapeva vita, morte e miracoli: Cosimo Cordella , revisore contabile per diversi anni della Porto Turistico SML.
Nei primi anni Duemila, l’opacità dei bilanci e la mancanza di trasparenza amministrativa costituirono un ulteriore elemento critico. I documenti contabili, non pubblici fino al 2012, alimentavano sospetti sulla gestione delle risorse e sugli utili reali della società. In questo contesto, il ruolo di Cordella assunse un peso simbolico, rappresentando la continuità di un sistema che non aveva mai affrontato apertamente le proprie contraddizioni.
La seconda fase della vicenda, più recente, è segnata dal conflitto tra la componente pubblica e quella privata della società, aggravato dall’intervento della curatela fallimentare. Gli amministratori nominati dal tribunale, che avrebbero dovuto agire in modo terzo e imparziale, si sono spesso trovati in una posizione percepita come ambigua o in conflitto d’interessi. Questa circostanza ha reso difficile ogni tentativo di interlocuzione e ha alimentato ulteriori sospetti su possibili ingerenze esterne o condizionamenti di natura politica o economica o incarichi e appropriazioni indebite in un contesto fuori legge e da tempo emergente.
Diversi esposti e iniziative giudiziarie, anche a livello europeo, hanno cercato di fare luce sulle irregolarità e sulle responsabilità individuali, ma raramente hanno prodotto effetti concreti. Le contestazioni politiche e amministrative degli anni Novanta e Duemila restano quindi un punto di riferimento simbolico, ma non ancora risolto, nella memoria collettiva di cui i danni sono inestimabili.
Oggi, a distanza di oltre vent’anni, la storia del porto di Leuca resta aperta.Sullo sfondo amministrativo una giunta emblemaica che rappresenta l’eredità delle scelte deleterie e della mancata vigilanza protrattasi negli anni e che ha beneficiato i responsabili in una trama di connivenze. Sono tutti i in giunta con la loro vergognosa eredità e le loro consuete maschere ai danni della popolazione e dello sviluppo mancato.
Ora, il nostro vero nemico non è più Ricchiuto o la curatela fallimentare.
Abbiamo di fronte un’altra realtà, più subdola: lo Stato nella forma della curatela, amministratori nominati dal tribunale che dovrebbero agire con terzietà e invece sembrano più in conflitto d’interessi che mai.
Per questo, anche interloquire con loro è difficile.
E combatterli richiede credibilità, conoscenza e strategia.
La revoca di alcuni atti di gestione e l’avvio di nuovi ricorsi da parte della società segnalano che il contenzioso è ancora in evoluzione, ma il danno è solo della cittadinanza, gli altri invece ci guadagnano rincorrendo una giurisprudenza resa anch’essa opaca dai tempi e dalla politica nazionale. L’atteggiamento del socio di minoranza, il Comune, e la condotta della curatela fallimentare saranno determinanti per comprendere se la vicenda potrà finalmente approdare a una soluzione trasparente o se si vuole di riscatto e conclusione di una vergognosa vicenda di cui pochi hanno collezionato vantaggi e vergogne i rimanenti hanno subito danni notevoli e una ferita ancora aperta e sanguinante. Gli analisti del popolo si sono già espressi ovvero il Porto di Leuca sarà o rimarrà al centro di rinnovati contenziosi anche a causa di un Comune amministrato senza capacità e intelligenza, ma con una forte componente all’interno di coloro che hanno permesso tutto ciò, figura apicale è vicesindaca Valeria Ferraro e quello che rappresenta insieme al padre Antonio Ferraro che l’ha voluta eleggere in Comune, per quei fantasmi e preoccupazioni che abitano la sua mente dal giorno della sua condanna, interdizione dai pubblici uffici e poi rieletto e decaduto anni orsono.
Ciò che emerge con chiarezza è il bisogno di una ricostruzione complessiva , storica, giuridica e morale , capace di restituire verità e coerenza a un caso che, da oltre due decenni, rappresenta un paradigma di mancata trasparenza, intreccio tra politica e affari e strumentale debolezza delle istituzioni locali e delle loro corti ignare che le hanno assecondate per averne indebiti vantaggi e paradossalmente un riconoscimento sociale.
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