CASTRIGNANO DEL CAPO : NESSUN CONCRETO PASSO AVANTI
CASTRIGNANO DEL CAPO : NESSUN CONCRETO PASSO AVANTI
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CASTRIGNANO DEL CAPO : NESSUN CONCRETO PASSO AVANTI

Nov 10, 2025

Sono pssati decenni e il territorio non ha fatto un passo avanti, ha collezionato disastri su disastri e la narrativa di Francesco De Nuccio è la sintesi di una abitudine, ereditata da lontano, al malaffare delle cariche politiche piu o meno pilotate dal denaro e dagli interessi alimentati volti a rendere il tutto inestricabile e irrisolvibile.

REPLICA DI FRANCESCO DENUCCIO

REPLICA DI FRANCESCO DENUCCIO (AUDIO)

Non a caso nel corso degli anni il potere politico ha saputo coinvolgere in politica e strumentalmente i Colaci, i Galati, i Micheli , i Vallo, etc. ; degli incapaci nel comprendere le logiche e le trame di una politica frammentata ove è impossibile sapere del suo corpo dove è situata la coda e la testa.

Questo comune si alimenta instancabilmente di personaggi camaleontici, voltagabbana, interessati solo al consenso, al riconoscimento sociale, all’ in-visibilità, sopratutto ad essere visti come improbabili pregiate figure, capaci solo di sitemare, agevolare, favorire qualcuno non per meriti e al contempo maltrattare i rimanenti nati senza camicia.

Francesco De Nuccio trasmette nella sua replica a Santo Papa proprio questo a chi sa leggere tra le righe della sua replica che qui ripropongo. Ora il tempo delle occasioni perse indica in autonomia la verità su coloro che si sono arricchiti accettando quel compromettersi a danno del territorio che non ha fatto alcun passo avanti e si è inesorabilmente abbruttito, rimanendo come sempre senza servizi degni, addirittura si permette una competizione con bolidi della meccanica dal rumore infernale,che sputano inquinamento e sono oggi la deriva peggiore del pensiero Green , oltretutto competizione discussa e chiacchierata all'interno del parco Otranto-Santa Maria di Leuca; Valeria Ferraro ,a riguardo e sognando Montecarlo rilascia una memorabile intervista poiche in contraddizione con altre di tono opposto, quando si oppone alla cultura digitale per anziani associati ritenuta da questa deleteria a priori.

LE PAROLE IDIOTE DELL ASSESSORE ALLA CULTURA DEL DANNO PER LE TASCHE DEI MIGLIORI

Gente menzognera per scelta senza ne arte, ne parte, ne filo coerente e conduttore che a seconda delle circostante dice e contraddice in sintonia con il decostruzionismo politico in auge sul filone dello stesso governo, Meloni docet, dove le parole perdono il senso sradicandosi dal tempo, la stessa parola non ha lo stesso significato se pronunciata in tempi diversi in una crisi del linguaggio di cui vi è poca consapevolezza e su cui bisogna vigilare poichè potrebbe essere l'anticamera dei preannuciati peggioramenti e derive per la vita sociale di ognuno di noi.

Il dramma dei paesini del Capo di Leuca che descrivo è un tema molto profondo e complesso, radicato in un mix di fattori storici, politici e sociali. Quello che emerge è un quadro di stagnazione, dove il territorio sembra essere intrappolato in un circolo vizioso di corruzione, malaffare, e un’inettitudine politica che impedisce ogni progresso reale.

Nonostante le generazioni nascono e crescono in territori in confronto ad altri con profonde carenze in termini di servizi pubblici, di tempo libero, ove qualsiasi evento mira ad illudere, ma a produrre solo ricchezza per i “Martinucci” ovvero tutti gli esercenti locali che sostengono queste iniziative per interessi propri, gli stessi godono di precisi riferimenti nella politica clientelare. Non si puo fingere su questo.

Nel corso dei decenni ,dicevo, i riferimenti a figure politiche locali (come i Colaci, i Galati, i Micheli e altri) suggeriscono una forte presenza di clientelismo e una regia politica che si nutre di pratiche opportunistiche e di basso livello, finalizzate solo al consenso personale e alla protezione degli interessi di pochi. Queste dinamiche, come giustamente si nota, sembrano aver perpetuato la paralisi economica e sociale del territorio, dove ogni tentativo di sviluppo viene sabotato dalla politica stessa, incapace di affrontare il disastro in modo costruttivo, non si può che ricordare la mancanza di pianificazioni e regole oppure lo scandalo del Carro Ponte, del Porto Turistico S. Maria di Leuca, l’inefficacia operativa del Museo del Corallo Bianco a Leuca che costo la morte di un malcapitato durante la costruzione, divenuta la casa parziale della Proloco di Leuca, etc.etc.

Un aspetto cruciale sollevato è la figura di Francesco De Nuccio, Consigliere di Minoranza, che appare come una sorta di testimone critico, colui che riesce a leggere tra le righe della politica locale, descrivendo un sistema contaminato a dir poco in cui tutto è reso "inestricabile e irrisolvibile". Questo disegno, che si nutre di figure camaleontiche e voltagabbana, poco degne di trovarsi ancora una volta sui banchi della politica che dirige e decide, ci porta a riflettere su un problema più ampio, che riguarda la mancanza di coerenza e la crescente disillusione nella politica locale, soprattutto in contesti dove il potere viene vissuto come strumento di interesse personale piuttosto che come mezzo per il benessere collettivo. Presenza costante di sindaci in Pensione, spaventati più dall’oblio che dall’interesse pubblico,se non mascherato abilmente.

Un interesse che non c’è ; o ha le sembianze di una patologia, come malattia cronica che ci leva tutto ancor prima di nascere. Meglio una opera pubblica contaminata in partenza che un percorso della salute per i cittadini e altri servizi che in altri luoghi esistono da tempo. Privati di qualsiasi iniziativa sociale a valore aggiunto, se non singolari e controversi corsi che i fragili frequentano per 3 euro l’ora , mentre sono consapevoli che la vita non gli darà le occasioni paventate dagli organizzatori e che nessuno li assumerà in questa valle di lacrime. Questa è la visione degli Ercolani voltagabbana a Gagliano del Capo che pensano bene di fare una scorpacciata al Ristorante Moi Moi del solito parente con la presenza effervescente dei candidati del nulla di fatto alle regionali di Novembre. Questo siamo, perchè fingere.

Inoltre, c'è un contrasto interessante riguardo al pensiero "green" e alle contraddizioni interne che emergono quando le politiche locali si confrontano con realtà più ampie, come la competizione automobilistica delle Ferrari in seno al Parco Otranto-Santa Maria di Leuca. Qui, si intravede un altro fallimento: quello di promuovere una visione sostenibile del territorio, che dovrebbe rispettare l’ambiente e le tradizioni locali, ma che invece viene minato da decisioni politiche che non tengono conto del benessere del territorio a lungo termine e della sua popolazione, ma soddisfano quel consenso ricavato dagli esercenti che a loro volta ne ricavano cassa assicurata usufruendo di una eccessiva ricchezza a scapito delle moltitudini, della popolazione tutta, per la quale la politica locale non si dedica come dovrebbe.

Il richiamo alla "crisi del linguaggio" e alla manipolazione delle parole è particolarmente incisivo. Il linguaggio politico perde di significato, diventa strumentale, e si allontana dalla realtà concreta. Questo "decostruzionismo" di cui parli potrebbe infatti essere il segno di un pericolo ancora maggiore: quello di una società che perde di vista il senso delle proprie parole e, con esse, della propria stessa identità.

Come possiamo iniziare ad affrontare questa situazione ? Credo che sia fondamentale una riflessione su come le comunità locali possano risvegliare una coscienza collettiva, capace di opporsi a queste dinamiche politiche distorte e di riscoprire un’idea di sviluppo, tardivo si, ma autentico, che non sia solo legato agli interessi di pochi, ma al benessere di tutti.
REPLICA DI FRANCESCO DE NUCCIO

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