CASTRIGNANO DEL CAPO : LO SCENARIO INQUIETANTE
Aug 17, 2026
CASTRIGNANO DEL CAPO : LO SCENARIO INQUIETANTE
Ci troviamo di fronte a un quadro politico locale che ha dell'incredibile, un caso a dir poco grottesco che rischia di produrre più danni di quanti ne abbia già accumulati nel silenzio generale. Bisogna porre l’attenzione nei prossimi mesi sino alle amministrative del 2027 a Castrignano del Capo
Al centro di questa dinamica c'è la figura del nostro vicesindaco Valeria Ferraro, una figura venuta letteralmente dal nulla, senza alcuna interlocuzione radicata con la cittadinanza o trascorsi di lotte politiche nel paese. Per anni lontana, in altre regioni, a godere dei contributi di una famiglia storicamente legata a Forza Italia , con un padre, Antonio Ferraro, che fu sindaco e incappò in guai seri con la giustizia prima di scivolare nel cassetto dei dimenticati o, meglio, dei da dimenticare ; oggi la figlia si ritrova catapultata al vertice.
Eppure, in paese c'è chi ha contratto con quella storia debiti morali così pesanti da non potersi cancellare mai, pronti a tradursi in cieco consenso e voti di scambio per questa figlia politicamente sconosciuta, esordita stranamente anch'ella tra le file di Forza Italia. Una figlia modello, obbediente e sofferente, ma la cui gestione del ruolo si è trasformata in un vero e proprio enigma comportamentale: una vicesindaca avvolta da modalità tanto sospette quanto assenti dai luoghi della informazione e del confronto pubblico, prigioniera di una spontaneità inesistente che cerca goffamente di camuffare con un linguaggio artefatto e affettato direi ottocentesco volto più ad intimidire che ad essere compreso.
Anziché trasudare autorevolezza o cultura, questa patina verbale finisce soltanto per renderla ridicola agli occhi di una comunità che, pur essendo semplice e lontana dai salotti buoni, possiede ancora gli anticorpi per non farsi accecare oltre misura da simili messe in scena o messe cantate.
Dietro questa facciata si intravedono dinamiche psicologiche e familiari complesse, fatte forse di un mancato riscatto personale o di un antagonismo profondo nei confronti dell'ombra ingombrante del padre, nel tentativo ossessivo di eguagliarlo o superarlo. Ma anche predestinazioni che vengono da lontano e dagli anni passati alla Luiss.
È esattamente qui che si saldano la logica della dinastia, il nepotismo più sfacciato e quel patto con il diavolo che condanna il territorio a una politica miope, cieca e totalmente autoreferenziale, che ricorda da vicino i metodi di stampo abaterussiano visti a Patù.
Non a caso, è proprio la figura di Abaterusso,anche lui all’ombra del padre e d’Alema a muovere i fili sullo sfondo: colui che da un Partito Democratico impantanato nelle sue guerre intestine, ma che al contempo allunga subdolamente le mani in vista del presunto rinnovo della giunta di Castrignano del Capo per il 2027, scaricando quel che resta di un blocco ormai logorato dal tempo e dai propri limiti politici, privato persino di un “pezzo da 65” come Francesco Petracca attuale Sindaco, e del suo seguito del tutto irrilevante da sempre per le reali sorti della comunità.
In questo scacchiere si muove “l'astro nascente autoproclamatosi in sordina”, Valeria Ferraro, che serpeggiando abilmente tra i corridoi della provincia e le stanze del comune punta dritta per mandato di Forza Italia alla poltrona di Sindaco, o, in alternativa, a un ruolo di vicesindaco con pieni poteri effettivi, calcolando che la figura del primo cittadino venga appioppata a un prestanome qualsiasi, a qualcuno che non ha né arte né parte, purché abbia il volto pulito e spendibile per l'opinione pubblica.
C'è da chiedersi, di fronte a tanta arroganza strategica, quanto considerino manipolabile la cittadinanza castrignanese se questi registi da tavolino pensano di poter spostare i voti a loro esclusivo piacimento, trasformando un bene pubblico in un feudo privato mascherato da istituzione.
Non sappiamo cosa ne sarà di quelle sviste conclamate e “indagate” come assessore ai lavori pubblici al soldo dell'ingegner Campa, altro personaggio discusso che oltre al ruolo di dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Castrignano del Capo presiede anche il CUC. Gli appalti oggi passano dalla CUC, la centrale unica di committenza all’interno dell’Unione dei Comuni, oggi presieduta dal Sindaco di Morciano, si dice pupillo di Enrico Abaterusso (nella foto). Non è difficile dedurre le logiche e gli interessi, poco male se fossero all’insegna della trasparenza.
Per inciso non è male scuotere l'opinione pubblica, rompere la quiete del "vulcano quiescente" e rifiutare la rassegnazione di fronte a chi tratta la cosa pubblica come un feudo privato. È uno strumento di resistenza intellettuale e politica contro il conformismo e il silenzio.
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