CASTRIGNANO DEL CAPO, IMPRESSIONI DI GIUNTA
CASTRIGNANO DEL CAPO, IMPRESSIONI DI GIUNTA
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CASTRIGNANO DEL CAPO, IMPRESSIONI DI GIUNTA

Jan 7, 2026

In Giunta si vede chiaramente la piccola borghesia al potere: dal Sindaco Francesco Petracca, arricchito nei gangli della sanità pubblica corrotta ma spesso in contrasto con interessi pubblici e dettami costituzionali, all’assessore benestante, laureata alla Luiss, sostenuta dal politico o faccendiere ex sindaco padre Antonio Ferraro, che la volle vicesindaca sperando di garantirle carriera, protezione, riconoscimento sociale e favori da parte di Forza Italia.

C’è poi L. Rizzo, membro dei Cavalieri del Santo Sepolcro,che non si creda ingenuamente che siano organismi filantropici neutri solo a titolo di esempio Antonio Ingroia ex magistrato dichiara che alcuni personaggi come Bruno Contrada erano, scoperrti recentemente, iscritti ai Cavalieri del Santo Sepolcro e che incontravano segretamente mafiosi, magistrati, cardinali e servizi segreti) oggi figura apparentemente muta e goffa. Un assessore medico con un sindaco anch’esso medico non viola automaticamente la legge, ma la combinazione aumenta i rischi etici, i conflitti di interesse e le percezioni di opacità. L’appartenenza ai Cavalieri del Santo Sepolcro non impedisce formalmente a Rizzo di ricoprire incarichi pubblici, grazie a un “congelamento” delle regole canoniche. Il Consigliere Angelo Pirelli lo risparmiamo e mi sembra giusto. L’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro si giustifica sostenendo che la politica non interferisce con le finalità religiose o caritatevoli, presupponendo che i membri agiscano secondo coscienza. Peccato che, a parte l’appellativo che gli ebbero ad attribuire “l’Assessore firma è scappa” quale valore di rappresentanza politica, quale responsabilità possa mai nutrire. alla luce dei conflitti e del genocidio tra israeliani e palestinesi in una Italia che sin dai tempi della strage di Fiumicino ha sempre sostenuto hamas e viceversa Israele; l’assessore non sembra affatto adoperarsi visibilmente, lasciando evidente una discrepanza tra l’etica dell’Ordine e l’azione politica concreta, con opacità che si accumulano a ogni scelta pubblica.

Seguono una serie di personaggi di riempimento in Giunta, indotti a seguire i dettami della piccola borghesia rampante o arrampicatrice senza guizzi di orgoglio nel dibattito democratico. Il loro scopo appare più quello di fare numero che di governare, in cambio di favori, protezione e presunto riconoscimento sociale, incluse figure new entry come Santo Papa e Mina De Maria, introdotti per mantenere intatta la tradizione dei “sistemati” e salvare il Comune dal Commissariamento. Nel frattempo, il Comune di Castrignano del Capo continua a soffrire dei soliti problemi cronici, che si amplificano anno dopo anno senza alcuna reale soluzione, senza un nuovo linguaggio,una nuova visione.

La borghesia, e in particolare la piccola borghesia, determina il mondo e fissa le relazioni con un bagaglio concettuale che ne indica i termini e i tormenti, ma il mondo contemporaneo è oggi molto più complesso. Incapace di fornire risposte urgenti, mai pensate,mai elaborate, questa irresponsabilità politica di un paese satellite a sovranità limitata si riflette dappertutto, questo modello tende a fallire, producendo cortocircuiti e, in certi casi, collassando anche nella distinzione tra poteri, dimostrando di non essere stata capace, per pigrizia o convenienza, di aggiornare i propri schemi percorrendo garbati eufemismi.Mentre chi ci rappresnta nei palazzi sontuosi, sui tappeti rossi, colmi di privilegi, in pompa magna giocano al governo ,ma non governano.

Il nervo scoperto della modernità emerge proprio qui: la discrepanza tra una struttura concettuale “vecchia”, quella liberale-borghese nata tra il XVIII e il XIX secolo, e una realtà iper-complessa e multifattoriale che non si lascia più recintare da categorie obsolete. Radicati nei paradigmi anacronistici, i membri della Giunta continuano imperterriti a trascinarsi in modi operandi che le criticità, pur moderate, denunciano ad ogni consiglio comunale.

Consigli Comunali che solo apparentemente assolvono alle formalita,ai regolamenti,al dibattito democratco,alla trasparenza, in realta il copione che si trascina e si offre è profondamente meschino e rappresenta la logica del padre padrone che limita, che vuole apparire diverso, ma in realtà fateci caso,risulta goffo, disarticolato,poco trasparente, opaco e incomprensibile per certi versi

Il fallimento del modello borghese si manifesta attraverso tre fenomeni principali. Innanzitutto, la semplificazione della realtà: la borghesia ha costruito il mondo moderno sul razionalismo e sul contrattualismo, presupponendo un ordine lineare. Oggi, le interdipendenze globali, le crisi climatiche e i sistemi algoritmici superano le capacità di controllo di chi governa. Quando la realtà eccede questa gestione, la risposta della classe dirigente è quella di applicare vecchi schemi, come austerità, muri burocratici e pressapochismo, aggravando i problemi anziché risolverli.

Poi il collasso della distinzione tra i poteri. L’equilibrio di Montesquieu era il garante della tenuta borghese che non tiene più, ma oggi il potere economico detta l’agenda politica e l’esecutivo scavalca spesso il legislativo per urgenza, consolidando un auto-mantenimento del sistema e un collasso controllato che preserva lo status quo a scapito dell’efficacia.

Infine, la borghesia non è riuscita a evolversi perché vittima del proprio successo. Ha trasformato tutto in merce, perdendo il contatto con i bisogni sociali e biologici della comunità. La tecnocrazia ha sostituito la politica, producendo solo efficienza formale senza risposte etiche o esistenziali. L’innovazione tecnologica introdotta nel Comune non ha portato a cambiamenti comportamentali sostanziali.

Il bagaglio concettuale borghese diffuso in Italia è come un software obsoleto che cerca di far girare l’intelligenza artificiale di oggi: lento, pieno di errori e pronto al crash oltre ad essere privo di creatività. Le evidenze della crisi sono sotto gli occhi di tutti: la scomparsa della classe media, l’atomizzazione individualista, la crisi dell’ascensore sociale, la mercificazione dei diritti fondamentali, l’eclissi della responsabilità d’impresa e il divario tra tempo tecnologico e tempo umano, la tollerata disumanizzazione dell individuo, l’intolleranza alle relazioni eterosessuali, la crisi della giustizia, la persita di senso delle parole incapaci di indicare un riferimento preciso, tutto è segnato da un ribaltamento o declino o una stagione.

Un’evidenza particolarmente grave è la sfiducia nelle istituzioni ove il vero partito + rappresentato dagli astenuti del voto. Quando il cittadino percepisce che il potere economico detti in silenzio le decisioni politiche, quando il consenso si costruisce su lavoro precario e scambio di voti, la partecipazione si riduce, emerge il mutismo, l’astensionismo, l’omertà e l’esitazione a esporsi. La democrazia non viene pienamente realizzata, confermando il fallimento del progetto di evoluzione progressiva di cui la borghesia si fece un tempo carico.


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