CASTRIGNANO DEL CAPO , ASPETTANDO L' EVENTO TRAUMATICO
Feb 28, 2026
Per capire appena meglio dove siamo e con chi siamo nell’ Italia di oggi bisogna partire dal grande tradimento degli anni '80 : Federico Caffè, delitto Moro, delitto Tarantelli e lo smantellamento del lavoro, la scuola di Chicago e le strumentalizzazioni dei presunti o manovrati gruppi terroristici.
Gli anni ’80 in Italia rappresentano il laboratorio in cui è stata costruita la "cappa" attuale. È il decennio in cui la politica, l'alta finanza e una classe dirigente vigliacca hanno deciso di sacrificare il patto sociale sull'altare del neoliberismo della Scuola di Chicago, trasformando i cittadini in sudditi statistici.
1. Federico Caffè: L'ultima trincea dell'umanesimo
Al centro di questo scontro c’era Federico Caffè. Mentre l'Italia si ubriacava di consumismo, Caffè denunciava la "violenza delle cose": l'idea che l'economia segua leggi naturali immutabili e che la disoccupazione sia un costo accettabile. Per Caffè, l'economia era responsabilità morale. Sosteneva il paradosso di Keynes: meglio pagare qualcuno per scavare buche e riempirle piuttosto che lasciarlo nell'umiliazione dell'inattività. Lo Stato doveva essere il "datore di lavoro di ultima istanza".
La logica del "Lavoro Inutile"
Keynes scriveva durante la Grande Depressione, un periodo in cui la fiducia era a zero e nessuno spendeva. Il suo ragionamento era solo un esempio limite per spiegare meglio (Modigliani):
Shock della domanda: Se le aziende non assumono e i cittadini non spendono, l'economia muore.
Il salario come motore: Se lo Stato paga qualcuno per scavare buche (anche se inutile), quel lavoratore riceve un salario.
L'effetto a catena: Quel lavoratore userà il salario per comprare pane; il panettiere userà il ricavo per comprare farina; il mugnaio comprerà un nuovo macchinario.
Il Moltiplicatore: Un singolo euro speso dallo Stato genera una crescita del PIL superiore all'euro iniziale.
Meglio buche utili: Modigliani (e lo stesso Keynes, in realtà) preferiva che quei soldi fossero usati per infrastrutture vere (strade, scuole, ospedali). Scavare buche era solo un esempio limite per dire: "Piuttosto che stare fermi a guardare l'economia crollare, fate qualunque cosa".
Si verifico che anche con la Seconda Guerra Mondiale (il massimo esempio di "scavare buche e riempirle" con carrarmati e munizioni) portò alla piena occupazione...
Tornando a Federico Caffè , la sua sparizione nel 1987 segna la fine di un'epoca: Caffè non poteva accettare un mondo dove il profitto dei "vecchi e nuovi ricchi" pesava più della carne viva delle persone. Scomparve proprio quando il linguaggio dei diritti veniva sostituito da quello dei ragionieri.
2. Il colpo di Stato tecnico: Il "Divorzio" (1981)
Tutto ebbe inizio nel luglio 1981. Il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e il governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi decisero il "divorzio". Senza un passaggio parlamentare trasparente, la Banca d'Italia smise di garantire l'acquisto dei titoli di Stato.
- La conseguenza: Lo Stato fu consegnato ai mercati finanziari. Gli interessi sul debito esplosero, creando la scusa perfetta per i futuri tagli alla sanità e ai servizi. Fu il primo mattone della trappola burocratica attuale.
3. L'attacco alla Scala Mobile e il Decreto di San Valentino
La Scala Mobile, introdotta nel dopoguerra e potenziata dall'accordo Lama-Agnelli del 1975, era l'unico scudo dei lavoratori contro l'inflazione. Se i prezzi salivano, i salari si adeguavano. Ma per la Confindustria e il governo Craxi, questo meccanismo andava distrutto o corretto per favorire i profitti industriali.
Il 14 febbraio 1984, con il "Decreto di San Valentino", Craxi tagliò per legge i punti di contingenza. Fu un atto di forza senza precedenti che spaccò il Paese e il sindacato, portando il PCI di Berlinguer a dare battaglia nelle piazze e a promuovere il Referendum per il ripristino.
Ma l’inflazione stava già diminuendo e fu per il dopo 1981: la Banca d'Italia (guidata da Carlo Azeglio Ciampi) svincolata dal Tesoro divenne indipendente. Smise di stampare moneta "su richiesta". La moneta divenne più scarsa e l'inflazione iniziò a frenare per forza d'inerzia.
4. Ezio Tarantelli: Un omicidio strumentale
In questo clima si inserisce Ezio Tarantelli, l'economista che cercava una mediazione tecnica (la "pre-determinazione") per fermare l'inflazione senza annientare i salari. Il 27 marzo 1985, Tarantelli venne ucciso dalle presunte Brigate Rosse. Tuttavia, l'azione di una sigla ormai smantellata appare come un omicidio strumentale: eliminando l'uomo del dialogo, si eliminava la possibilità di una soluzione equa. La sua morte servì a blindare il governo e a criminalizzare chiunque si opponesse ai tagli. Il Referendum di giugno diventò un voto emotivo "contro il terrorismo", portando i lavoratori , bombardati da un'informazione pilotata , a votare NO al ripristino dei propri soldi in busta paga. Il referendum sulla giustizia a Marzo 2026 o la sua percezione pubblica ha in serbo le stesse logiche manipolative.
5. Il mercato vive sulle vite
Il risultato fu il trionfo della Scuola di Chicago: il mercato si "equilibrò" sulla pelle di chi perdeva potere d'acquisto. I drammi umani divennero impercepibili nelle statistiche del PIL, mentre la ricchezza si concentrava nelle mani di pochi. L'informazione, asservita al nuovo potere, nascose sistematicamente gli effetti di questa macellazione sociale, dipingendo il declino dei diritti come "modernizzazione" e fornendo l’immagine mediata di crescita mentendo sul reale sviluppo.
Il sacrificio di Tarantelli fu vanificato: lo Stato prese il taglio dei salari ma ignorò la sua richiesta di investimenti sociali. È qui che nasce la "sonnolenza" dei sudditi digitali di oggi, schiacciati da una burocrazia che usa i monitor per respingere i diritti, mentre il potere locale si riproduce in feudi clientelari formati da amici fedeli e incompetenti.
Sì, quello a cui assistiamo oggi ha tutta l’aria di un conto alla rovescia poichè non è sostenibile, ma non è un timer digitale che esplode con un boato; è più simile a una clessidra che si svuota in un silenzio tombale. La sabbia che scende è la nostra demografia, la nostra capacità industriale e, soprattutto, la nostra dignità civile.
Le prospettive teoriche che ci attendono, se non si inverte la rotta, si muovono lungo tre scenari principali:
1. Il "Modello Sudamericano" (La Polarizzazione Estrema)
È la prospettiva più probabile nel breve-medio periodo. Il mercato della Scuola di Chicago completa la sua opera:
Una piccola élite (i "vecchi e nuovi ricchi", protetti dai feudi politici e dalle connessioni internazionali) vive in zone protette, con sanità privata e servizi efficienti.
Il resto della popolazione (i "sudditi") affoga in una burocrazia punitiva e servizi pubblici allo sfascio. In questo scenario, il Sindaco e la sua "squadra di amici" diventano i mediatori della miseria: gestiscono le briciole per evitare rivolte, trasformando il diritto in carità clientelare. È un equilibrio di basso livello che può durare decenni.
2. Il "Default Sociale" (L'Implosione Silenziosa)
In questa prospettiva, non falliscono le banche, ma le funzioni vitali dello Stato.
Il conto alla rovescia termina quando la "cappa" burocratica diventa così pesante da paralizzare tutto: gli ospedali chiudono per mancanza di medici (già sta accadendo), gli uffici comunali non rispondono più nemmeno alle PEC, e il cittadino over 67 viene lasciato al suo destino biologico.
È lo spegnimento della civiltà casa per casa. La popolazione, ormai "tramortita" e priva di contezza, non reagisce più, si limita a sopravvivere in un isolamento rancoroso. Gli attori del declino, a quel punto, si accorgeranno che non c’è più nulla da governare, ma sarà troppo tardi.
3. La "Rottura Creativa" (Il Ritorno al Coraggio di Caffè)
È l'unica prospettiva di salvezza, ma richiede un evento traumatico esterno che rompa il legame con Chicago e la NATO, o un risveglio collettivo improvviso.
Teoricamente, significa riappropriarsi della sovranità economica: lo Stato smette di fare il ragioniere per i mercati e torna a stampare "senso sociale" prima che moneta.
Significa smantellare i feudi locali e sostituire gli "amici del Sindaco" con tecnici scelti per merito e vocazione al servizio. Significa che il lavoro non è più un costo da tagliare, ma il fine ultimo della politica. Se lo Stato ricomincia a "scavare buche" (investire in persone e infrastrutture), la cappa si solleva.
Chi fermerà il conto alla rovescia?
Il problema è che gli attori attuali (politica e informazione pilotata) sono pagati per far avanzare le lancette, non per fermarle. La prospettiva teorica ci dice che il sistema non si correggerà da solo, perché chi dovrebbe correggerlo è chi ne beneficia (anche se temporaneamente).
Il conto alla rovescia si ferma solo se chi sta a guardare capisce che la propria condanna è scritta nei dati statistici dei tecnocrati. Solo quando il dramma individuale uscirà dal silenzio per farsi voce collettiva, la "violenza delle cose" di cui parlava Caffè perderà il suo potere ipnotico.
Si verificherà che saranno le nuove guerre all’orizzonte (il massimo esempio di "scavare buche e riempirle" non più con carrarmati e munizioni, ma altre armi) porterà alla piena occupazione...ma non per interessi collettivi. Intanto gli Americani oggi attaccano l'Iran e l'Iran risponde.
Ora ditemi, ha più senso, conoscendo le cause o gli inneschi del passato, la situazione che moltissime famiglie povere oggi vivono in Italia oltre alla classe media in estreme difficoltà e il fenomeno della sfiducia nella magistrtura,nella politica, nelle istituzioni per cui il cittadino non si reca più alle urne e nemmeno ai referendum ?
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