BUFERA NEL PD, IN REGIONE, A LECCE , ANCHE A LEUCA !
BUFERA NEL PD, IN REGIONE, A LECCE , ANCHE A LEUCA !
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BUFERA NEL PD, IN REGIONE, A LECCE , ANCHE A LEUCA !

Jun 17, 2025

ALESSANDRO DELLI NOCI SI È DIMESSO DA CONSIGLIERE REGIONALE E DA ASSESSORE ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA REGIONE PUGLIA.L'INCHIESTA, CHE RISALE ALMENO ALL'APRILE 2018, IPOTIZZA UN SISTEMA DI FAVORI TRA POLITICA E IMPRENDITORIA PER OTTENERE ILLECITAMENTE FONDI PUBBLICI, IN PARTICOLARE I PROGRAMMI INTEGRATI DI AGEVOLAZIONE (PIA), DESTINATI AL SOSTEGNO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.
Dall'articoli appresi all ANSA, si possono dedurre diverse considerazioni e implicazioni, sia esplicite che "tra le righe":
LE DIMISSIONI: UNA MOSSA PREVENTIVA E NECESSARIA
Tempistica:
La decisione di Delli Noci di dimettersi da assessore e consigliere regionale è arrivata subito dopo l'interrogatorio preventivo e, cruciale, prima che il GIP si pronunciasse sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura.
QUESTO SUGGERISCE UNA MOSSA VOLTA A
Tutela dell'immagine:
Evitare che un'eventuale misura cautelare (come gli arresti domiciliari) lo trovasse ancora in carica, causando un danno ancora maggiore all'immagine dell'istituzione e del partito.
Segnale di responsabilità (o di presa d'atto):
Dare un segnale di "presa di distanza" dalla carica istituzionale di fronte a un'accusa così grave.
Pressione politica:
Probabilmente, c'è stata una pressione, se non esplicita, almeno implicita da parte del suo partito o della giunta regionale per evitare ulteriori imbarazzi. Le dimissioni sono quasi uno "step obbligato" in situazioni del genere.
GRAVITÀ DELLE ACCUSE E SCENARIO GIUDIZIARIO
Richiesta di Arresti Domiciliari:
Il fatto che la Procura abbia chiesto gli arresti domiciliari per Delli Noci e altri nove indagati indica che le accuse a suo carico sono considerate serie e supportate da elementi che giustificherebbero una misura cautelare restrittiva della libertà personale. Ciò implica la percezione di un rischio di inquinamento delle prove, reiterazione del reato o fuga.
Accuse a Vario Titolo:
La lista delle accuse ("associazione per delinquere, corruzione, truffa in danno di enti pubblici, riciclaggio e autoriciclaggio") è molto pesante. "Associazione per delinquere" in particolare suggerisce un'organizzazione strutturata e non solo singoli episodi.
Ruolo di Alfredo Barone:
La richiesta di carcere per l'imprenditore Alfredo Barone, ritenuto "promotore e organizzatore dell'associazione per delinquere", lo identifica come la figura centrale dell'inchiesta. Ciò suggerisce che Delli Noci, pur avendo un ruolo rilevante, potrebbe essere considerato dagli inquirenti come parte di un sistema orchestrato da altri.
IL CONTESTO POLITICO-ECONOMICO E L'INDAGINE
Finanziamenti Pubblici e Sostegno Elettorale:
L'inchiesta ruota attorno a "presunti illeciti nell'erogazione di finanziamenti pubblici per favorire un gruppo di imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale". Questo è un classico schema di corruzione politica, dove il potere pubblico viene usato per favorire interessi privati in cambio di benefici (voti, denaro, ecc.).
Settore Specifico:
Il fatto che i finanziamenti e gli investimenti siano stati "pilotati in particolare nel settore turistico ricettivo di lusso nel Salento" indica un focus specifico dell'indagine su un'area economica chiave per la regione.
"Interrogatorio Preventivo":
Questo termine non è corretto in termini strettamente procedurali. Probabilmente si intende un interrogatorio di garanzia (quello che precede o segue l'applicazione di una misura cautelare) o un interrogatorio dell'indagato prima di una richiesta di misura. Il fatto che abbia risposto alle domande ("A quanto si è appreso, avrebbe risposto alle domande dinanzi al gip") è un elemento a suo favore, indicando una volontà di collaborare o di difendersi attivamente, a differenza di chi si avvale della facoltà di non rispondere.
COSA NON VIENE DETTO MA SI INTUISCE
Impatto sulla Giunta Regionale:
Le dimissioni di un assessore così importante (Sviluppo Economico) e l'indagine che coinvolge "politici e amministratori" avranno un impatto significativo sulla stabilità e l'immagine della Giunta Regionale pugliese. È plausibile che ci saranno pressioni politiche e mediatiche per chiarire la situazione e, eventualmente, riorganizzare l'esecutivo.
Coinvolgimento più ampio:
L'articolo menziona "undici in tutto le persone per le quali i pm (...) hanno chiesto misure cautelari" e che "in tutto gli indagati sono 30".
Questo suggerisce che l'inchiesta è molto estesa e tocca diverse figure, non solo Delli Noci e Barone.
Conseguenze a lungo termine:
Indipendentemente dall'esito giudiziario, la carriera politica di Delli Noci subirà un forte contraccolpo, così come la reputazione di chi era coinvolto nel sistema.
L'articolo dipinge un quadro di un'operazione giudiziaria significativa che mira a smascherare un presunto sistema di corruzione e favoritismi che coinvolge alte sfere politiche e imprenditoriali in Puglia, con le dimissioni di Delli Noci che sono un effetto quasi immediato della pressione giudiziaria.
DA ARTICOLI DI QUESTI GIORNI SUL CASO GIUDIZIARIO
Lecce come Epicentro:
Questo articolo ribadisce e rafforza il concetto che Lecce è il centro dell'inchiesta, sia per la Procura che conduce le indagini (Procura di Lecce), sia per gli uffici coinvolti (Ufficio Tecnico del Comune di Lecce), sia per la Guardia di Finanza che la conduce ("nucleo di polizia economico - finanziaria della guardia di finanza di Lecce"). Molti degli indagati sembrano avere un legame con il territorio leccese.
Estensione Geografica: Pur essendo Lecce il fulcro, viene esplicitato che tra gli indagati figurano nomi "di Lecce e Bari". Questo suggerisce che l'operazione ha una risonanza che si estende oltre la provincia di Lecce, coinvolgendo potenzialmente anche il capoluogo regionale.
Specificità delle Accuse:
Viene confermata l'accusa principale di "associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa e frode di finanziamenti pubblici".
Si specifica il contesto dei finanziamenti:
i PIA (Programmi Integrati di Agevolazione), che sono strumenti regionali per sostenere investimenti produttivi. Questo dettaglio contestualizza ulteriormente il tipo di illeciti contestati.
GLI ARTICOLI ELENCANO IN MODO PIÙ DETTAGLIATO I NOMI E I RUOLI DI ALCUNE FIGURE CHIAVE
Alessandro Delli Noci:
Conferma il suo ruolo di assessore alle Attività Produttive.
Maurizio Laforgia:
Un nuovo nome importante, ingegnere e figlio del presidente dell'AQP (Acquedotto Pugliese) Domenico Laforgia. La sua presenza eleva il profilo dell'inchiesta, suggerendo possibili influenze anche in settori diversi dallo sviluppo economico diretto.
Angelo Mazzotta:
Responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Lecce. La sua inclusione indica che l'inchiesta tocca direttamente l'amministrazione comunale di Lecce, suggerendo che le "turbative" e "frodi" potrebbero essere avvenute anche a livello di autorizzazioni o gestione di pratiche comunali.
Imprenditori:
Vengono menzionati esplicitamente Marino Congedo e Alfredo Barone (di cui si conferma la richiesta di carcere), oltre a Nicola Capone e Ilaria Santoro per i domiciliari.
Misure Interdittive:
Vengono svelati i nomi dei destinatari delle quattro misure interdittive (Luciano Ancora, Michele Barba, Corrado Congedo, Giovanni Rapanà).
Queste misure, pur meno restrittive degli arresti, indicano l'impedimento a svolgere determinate attività (es. gestire aziende, ricoprire incarichi pubblici) a causa di un presunto legame con i reati.
Reazione di Delli Noci:
Viene riportata la sua prima dichiarazione pubblica ("Ho appreso questa mattina di essere oggetto di indagine... attendo di conoscere meglio le accuse... per poter chiarire al più presto la mia estraneità"). Questo mostra la sua posizione iniziale di sorpresa e fiducia nella magistratura, con l'intenzione di difendersi. Rispetto al primo articolo, che parlava delle dimissioni avvenute dopo l'interrogatorio, questo articolo sembra essere precedente temporalmente alle dimissioni stesse, descrivendo il momento in cui Delli Noci viene a conoscenza dell'indagine.
Sequestri Preventivi:
Il dettaglio dei "sequestri preventivi per un totale di circa dieci milioni di euro a carico delle quattro società coinvolte nell'inchiesta" è molto significativo. Indica che la Procura ha già individuato un ingente ammontare di proventi o beni che si ritiene siano frutto o strumento dei reati contestati, confermando la solidità (almeno nell'ottica inquirente) delle accuse economiche.
Deduzioni "Tra le righe":
L'elenco di nomi e ruoli (politici regionali e comunali, figli di presidenti di enti pubblici, responsabili tecnici, imprenditori) suggerisce un sistema ben radicato e con ramificazioni in diversi livelli decisionali e settori economici (pubblici e privati). Non si tratta di episodi isolati, ma di un'organizzazione (associazione a delinquere).
Forte Impatto sull'Amministrazione Locale e Regionale:
Il coinvolgimento di un assessore regionale e del responsabile dell'ufficio tecnico di un Comune importante come Lecce indica una penetrazione del presunto sistema di corruzione all'interno della macchina amministrativa.
Fase Iniziale delle Indagini (pubblicate):
La dichiarazione di Delli Noci che "attende di conoscere meglio le accuse" suggerisce che al momento della pubblicazione di questo articolo (che precede le dimissioni del primo), le indagini erano ancora in una fase delicata, con l'inizio delle richieste di misure cautelari e i sequestri.
Ruolo della Guardia di Finanza:
La specificazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce evidenzia il focus dell'inchiesta sui reati economici e finanziari. Questo secondo articolo fornisce quindi una visione più dettagliata dei protagonisti, delle accuse specifiche e delle dimensioni finanziarie dell'inchiesta, rafforzando l'immagine di un'indagine complessa e di vasta portata.
CHI E' GIOVANNI RAPANA' E COSA CI AZZECCA CON LA PORTO TURISTICO DI LEUCA ?
Giovanni Rapanà non è solo un commercialista indagato nell'ultima inchiesta sui finanziamenti in Puglia, ma risulta avere un ruolo specifico legato al Porto Turistico Santa Maria di Leuca.
Giovanni Rapanà è un Dottore Commercialista e revisore contabile.
È stato (o è) un curatore fallimentare e commissario giudiziale presso il Tribunale di Lecce. Questo conferma la sua esperienza in procedure concorsuali.
DAL 2021 È NIENTEPOPODIMENO COMPONENTE NELLA MAGGIRONZA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETÀ PORTO TURISTICO MARINA DI LEUCA S.P.A.
In amministrazione controllata (o comunque procedure concorsuali) del Porto Turistico Santa Maria di Leuca:
Il fatto che Rapanà sia stato curatore fallimentare/commissario giudiziale presso il Tribunale di Lecce e sia nel CdA della società del Porto Turistico di Leuca è un forte indicatore della sua conoscenza e, probabilmente, coinvolgimento nelle vicende economiche e gestionali di questa entità, incluse eventuali procedure concorsuali o di risanamento.
Fallimento e accuse di infiltrazioni mafiose alla IGECO di Tommaso Ricchiuto:
Il nome IGECO e di Tommaso Ricchiuto sono effettivamente legati a vicende di interdittiva antimafia e infiltrazioni. La IGECO era socio di maggioranza del Porto Turistico Santa Maria di Leuca, ed è del tutto plausibile che i problemi legali di IGECO (e quindi di Ricchiuto) abbiano avuto ripercussioni dirette sulla società del porto, portando a procedure di amministrazione straordinaria o di risanamento in cui professionisti come Rapanà sarebbero stati coinvolti dal Tribunale di Lecce per i loro servizi a Leuca.
La Porto Turistico Marina di Leuca S.p.A. è ,lo ribadiamo, una società mista, con partecipazione pubblica (Comune di Castrignano del Capo) e privata (IGECO era la principale azionista privata).
Deduzioni complessive:
La presenza di Giovanni Rapanà nel CdA del Porto Turistico Marina di Leuca S.p.A. e la sua professionalità come curatore fallimentare/commissario giudiziale presso il Tribunale di Lecce, unita alle note vicende giudiziarie di IGECO (ex socio di maggioranza della stessa società del porto) e del suo fondatore Tommaso Ricchiuto (legate a presunte infiltrazioni mafiose e interdittive antimafia), suggeriscono un quadro complesso.
È molto probabile che il coinvolgimento di Rapanà, sia come professionista delle procedure concorsuali che come membro del CdA della società del porto, sia direttamente o indirettamente collegato alle difficoltà finanziarie e alle problematiche legali (incluse le accuse di infiltrazioni mafiose) che hanno colpito la IGECO e, per estensione, la società del Porto Turistico.
Basandoci su una ricerca di articoli sul web, si possono fare le seguenti ipotesi e considerazioni sulle recenti accuse a cui dovrà rispondere Giovanni Rapanà:
Accuse Specifiche a Giovanni Rapanà:
Misura Interdittiva: Viene richiesta per lui una misura interdittiva della durata di un anno (divieto temporaneo di esercizio di attività professionali o imprenditoriali). Questa è una misura cautelare meno grave degli arresti domiciliari o del carcere, ma indica comunque che la Procura lo ritiene coinvolto in modo significativo nel presunto sistema illecito.
Accuse a Vario Titolo:
L'inchiesta è ampia e le accuse principali sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa e frode di finanziamenti pubblici (PIA), truffa in danno di enti pubblici (Stato, Regione Puglia, Unione Europea), riciclaggio e autoriciclaggio. Essendo parte degli indagati per cui è richiesta una misura cautelare, è ragionevole ipotizzare che Rapanà debba rispondere a una o più di queste accuse.
Ruolo nel Sistema:
Dato che è un commercialista, si può ipotizzare che il suo coinvolgimento riguardi aspetti finanziari, contabili o di consulenza legati alla gestione dei finanziamenti pubblici (PIA), alla preparazione di pratiche per ottenere fondi, o a operazioni di riciclaggio/autoriciclaggio. Il suo ruolo potrebbe essere stato quello di facilitare, attraverso la sua professione, il presunto meccanismo di frode e corruzione.
"Prestanome di Barone":
Alcuni articoli lo menzionano (insieme ad altri come Michele Barba e Corrado Congedo) come "ritenuti prestanome di Barone".
Se questa ipotesi fosse confermata dalle indagini, significherebbe che Rapanà avrebbe agito per conto di Alfredo Barone (l'imprenditore per cui è stato chiesto il carcere e ritenuto l'organizzatore dell'associazione per delinquere), magari intestandosi società, gestendo fondi o partecipando a operazioni finanziarie per occultare la reale proprietà o l'origine illecita dei fondi. Questo si collegherebbe direttamente alle accuse di riciclaggio.
Collegamento tra i suoi diversi ruoli:
È difficile stabilire con certezza un legame diretto tra il suo ruolo al Porto Turistico di Leuca e le accuse attuali basandosi solo su questi articoli, ma si possono fare delle speculazioni:
Rischio di connessione:
La sua esperienza e i suoi incarichi nel mondo delle procedure concorsuali e in società complesse come quella del porto potrebbero averlo reso un professionista appetibile per chi cercava supporto nella gestione di finanziamenti o operazioni finanziarie complesse, anche illecite. Non è un'accusa, ma un'ipotesi sulla base della sua expertise.
Conoscenza del territorio e delle dinamiche:
Essendo un professionista radicato a Lecce e coinvolto in dinamiche economiche complesse del territorio (come il porto), Rapanà avrebbe potuto avere una profonda conoscenza degli attori economici e politici locali, inclusi quelli potenzialmente coinvolti in schemi illeciti.
Dovrà sottoporsi a un interrogatorio (se non lo ha già fatto), dove avrà l'opportunità di rispondere alle accuse mossegli dalla Procura e presentare la sua versione dei fatti. Il fatto che sia richiesta una misura cautelare indica che il GIP dovrà decidere se applicarla o meno.
Giovanni Rapanà dovrà rispondere principalmente a capi d'accusa legati alla sua professione di commercialista, potenzialmente in relazione alla gestione illecita di fondi pubblici e operazioni finanziarie, e il suo possibile ruolo di "prestanome" nell'ambito di un'associazione a delinquere. La misura interdittiva richiesta suggerisce che, per gli inquirenti, c'è un rischio che possa reiterare condotte simili se non limitato nell'esercizio della sua attività.
MA FERMIAMOCI UN ATTIMO, E' INCREDIBILE !
I casi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono l'esempio più eclatante e tragico di come la possibilità di depistaggi, manipolazioni e ostacoli alle indagini sia una piaga reale e profonda nel sistema giudiziario e politico italiano. Le inchieste sulle stragi del 1992 e successive hanno purtroppo rivelato la possibile esistenza di menti raffinate e "regie occulte" capaci di influenzare, deviare e inquinare le indagini stesse, rendendo la ricerca della verità estremamente ardua e complessa.
Conseguenza vuole che dobbiamo chiederci come ipotesi se la Procura conoscesse da tempo questo nome Giovanni Rapanà dato che l'indagine non è iniziata ieri ed è durata anni. Come mai fu incaricato per conto di un Tribunale "ignaro" di curare gli interessi pubblici e amministrativi del Porto di Santa Maria di Leuca ove il socio di maggioranza è fallito a causa di vicende giudiziarie gravi e interdittive antimafia .
Le mie perplessità legittime che possono emergere in situazioni così complicate, dove cronologie investigative e nomine fiduciarie si intersecano. È una questione che merita un'analisi approfondita, ipotizzando le possibili ragioni dietro questa apparente incongruenza.
LA PROCURA CONOSCEVA RAPANÀ? QUASI CERTAMENTE SÌ.
È altamente probabile che il nome di Giovanni Rapanà fosse ben noto alla Procura di Lecce da tempo.
Rapanà è un commercialista e revisore contabile, con incarichi fiduciari del Tribunale (curatore fallimentare, commissario giudiziale). Questi professionisti operano in un contesto che li rende visibili agli occhi della giustizia.
Contesto Leccese e Salentino:
In un tessuto territoriale come il Salento, con una Procura attiva su fenomeni di criminalità economica e organizzata, è difficile immaginare che un professionista con tali ruoli non fosse nel radar generale, o almeno nelle banche dati.
Indagini Pregresse o Collegate:
Anche se non era indagato nel filone specifico che lo ha portato alle recenti accuse, è possibile che il suo nome fosse emerso in altre indagini preliminari, magari poi archiviate o relative a contesti diversi, ma comunque a conoscenza degli inquirenti.
Si coltivano dubbi legittimi in questo paese. la personale ipotesi di "Depistaggio" o di una volontaria "cecità" da parte di elementi della Procura è un'accusa estremamente seria, mi rendo conto, ma rimane una ipotesi, di rami secchi nelle Procure ve ne sono sempre stati compreso le ingerenze politiche, o ci si dimentica dove viviamo ?.
Sebbene la storia giudiziaria italiana offra purtroppo esempi di tali deviazioni, per sostenere una tale ipotesi in questo specifico caso sarebbero necessarie prove concrete che dimostrino un'intenzione deliberata di nascondere o manipolare informazioni; non saremo certo noi semplici cittadini a produrle e in un paese dove la giustizia ha la parvenza di un colapasta scusate se si possa fare peccato a pensar male....
In assenza di tali prove, l'interpretazione più plausibile con riserva rimane quella di una disconnessione temporale e funzionale tra le fasi dell'indagine penale ,(coperte forse da segreto e in evoluzione) e le procedure di nomina fiduciaria del Tribunale.
NOI SIAMO LOCALI CHE A CAUSA DI UN PORTO TURISTICO E MILLE INTRALLAZZI ABBIAMO PERSO MOLTI TRENI PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO E PER UNA DISTRIBUZIONE EQUA DELLA RICCHEZZA, COSTRETTI ANCORA OGGI AD EMIGRARE, QUANDO IL TERRITORIO E IL PORTO TURISTICO NON APPARTENGONO AGLI AUTOCTONI ,MA AI FURBI E A NOSTRA SPESE, DALLA POLITICA PASSANDO DALLE PROCURE E FINENDO ALLE AMMINISTRAZIONI LOCALI, UN VAFFA CI STAREBBE ALTRO CHE NASCONDERSI OGNI PIE SOSPINTO DIETRO AL TOTEM DELLA COMPLESSITA' SPESSO UTILIZZATO COME SCUDO DI SINDACI PER NASCONDERE OPACITÀ, INEFFICIENZE O, PEGGIO, VERI E PROPRI ILLECITI.
nota :
DA UNA RICERCA ANCORA DA VERIFICARE SU FATTI DI CRONACA :
Marino Congedo è l'imprenditore di 82 anni di Galatina coinvolto nell'attuale inchiesta della Procura di Lecce. Suo fratello, deceduto nell'incidente dell'ultraleggero, era Giovanni Enzo Congedi, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Galatina.
Con Giovanni Enzo è deceduto anche suo figlio, Alessandro Congedi PER CUI DETTERO IL NOME ALLA MOTONAVE DEL CONSORZIO DEI DUE MARI A LEUCA
Possibile ma non certo errore di trascrizione
Walter Petese : FreeLance, Consulente Informatico, Programmatore

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