ANCORA POMPE IN VIA PISANELLI PER L'ASSESSORA VALERIA FERRARO. SIETE FOLLI !
ANCORA POMPE IN VIA PISANELLI PER L'ASSESSORA VALERIA FERRARO. SIETE FOLLI !
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ANCORA POMPE IN VIA PISANELLI PER L'ASSESSORA VALERIA FERRARO. SIETE FOLLI !

Dec 31, 2025

Continuare a sostenere da parte niente popodimenno dell incauta e a questo punto inadeguata Assessora ai lavori Pubblici Valeria Ferraro che il Consiglio comunale non sia il luogo della ricerca della verità non è solo un errore concettuale: è una strategia difensiva per sottrarsi alle responsabilità politiche.

Il Consiglio non è un tribunale come ricordava scivolando sul paradosso di credersi Lei proiettata in un Tribunale, mentre si trova in Consiglio, visto la sua preparazione giuridica presunta e il fallimento ,a questo punto, come avvocato se confonde le forme di verità che è l A B C per un giurista, ma il Consiglio è , o dovrebbe essere , l’unico spazio in cui i cittadini, attraverso i loro rappresentanti, possono ottenere risposte chiare (Verità non processuali)sull’uso delle risorse pubbliche.Sulla verità che non è o non è intesa verità processuale come l’assessora confonde intimidendo i presenti. Mi abdrebbe di dirgli senza peli sulla lingua che è ora di finirla, di finire questo teatrino che non convince più da tempo e delegittima persino la Sua carica e il suo cospicuo compenso. Credo che sia ora di vergognarsi e pensare alle cose serie e non alle permanenti o alla forma.

E invece le risposte non arrivano.

Alla richiesta di chiarimenti su opere pubbliche palesemente inefficaci, la Giunta ha opposto confusione, approssimazione e rimpalli di competenze, trasformando un problema politico in un labirinto tecnico utile solo a disorientare. Una abitudine che viene ereditata da lontano e che soffoca il territorio disperdendo risorse pubbliche e distribuendo ricchezza nelle modalità opache riscontrate da tempo memorabile.

Non parliamo di un singolo caso.
Via Gorizia, Via Pisanelli e altre strade non menzionate per brevità mostrano lo stesso copione: lavori eseguiti senza una progettazione organica, interventi frammentari, problemi strutturali , in particolare legati al deflusso delle acque , rimasti irrisolti e le foto esposte dalla opposizione lo evidenziano, nonostante la spesa di denaro pubblico.

ignoto Il segretario comunale interviene parlando spesso con la mano davanti alla bocca, rendendo difficile comprendere con chiarezza le sue parole: una situazione che contribuisce ulteriormente alla confusione del dibattito.

Il nodo centrale, però, resta invariato: si continua a tornare sui lavori pubblici perché, sin dall’inizio, molti interventi non sono stati eseguiti a regola d’arte. Questo comporta il ricorso continuo a interventi correttivi, alle solite “toppe”, che assorbono risorse economiche del Comune senza risolvere i problemi alla radice.

L’ingegnere Campa, chiamato a fornire chiarimenti tecnici puntuali, non è riuscito a spiegare in modo credibile né il sistema di convogliamento delle acque né le ragioni per cui, dopo gli interventi, persistono ristagni evidenti.
Le risposte sono state vaghe, contraddittorie, spesso elusive, un evidente arrampicarsi sugli specchi che ha finito per rafforzare, e non dissipare, i dubbi sollevati.

Ancora più grave è la narrazione secondo cui quel tratto non rientrava nell’intervento.
Una giustificazione che non assolve nessuno, ma certifica il problema principale: si lavora per segmenti scollegati, senza una visione complessiva del territorio, come se le strade, le acque e i quartieri fossero compartimenti stagni.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
strade rifatte e subito compromesse, aree che continuano ad allagarsi, cittadini costretti a convivere con disagi identici a quelli precedenti ai lavori.
E ogni volta la soluzione non è correggere il metodo, ma stanziare nuovi fondi per rimediare agli errori di ieri.

Un territorio cosi sensibile non dovrebbe prestarsi a gare automobilistiche solo per alimentare il consenso di coloro che fanno cassa quando si permettono eventi discutibili e anacronistici che ricordano una Montecarlo, parole positive durante una intervista a dir poco dell assessore ai lavori pubblici Valeria Ferraro, da non certo imitare. Amministratori discutibili quando S. Maria di Leuca si trova all’interno del Parco Otranto-Leuca messa a ferro, fuoco, rombi assordanti e inquinamento da una gara automobilistica “green” anacronistica.

Questo schema si ripete con tale regolarità da non poter più essere definito casuale.
Siamo di fronte a un sistema di lavori pubblici che sembra progettato per non risolvere definitivamente i problemi, ma per mantenerli in una condizione di perenne “emergenza”, giustificando nuovi affidamenti, nuove spese, nuovi interventi tampone.

E mentre tutto questo accade, chi governa tenta di delegittimare le domande, accusando l’opposizione di cercare processi anziché chiarimenti.

Ma le domande restano senza risposta, e il silenzio sul merito pesa più di qualsiasi polemica.La tesi sostenuta a mio parere è quella di creare i problemi per poi trascinarseli per sempre per poi giustificare la distribuzione di ricchezza alle solite maestranze in fila alle porte del Comune per avere l’ennesimo incarico sperperando le risorse dellìamministrazione o peggio del PNRR che ricordo è denaro a debito e va detto energicamente. Che sia per questo che il nostro territorio non fa passi avanti davvero apprezzabili da decenni ?

Qui non è in discussione la forma del dibattito.È in discussione la sostanza dell’amministrare.

Quando i problemi si ripetono negli stessi luoghi, con le stesse dinamiche e gli stessi esiti fallimentari, non siamo più davanti a errori tecnici, ma a responsabilità politiche precise che durano da troppo tempo, chi vi ricatta ? Sindaco Francesco Petracca invece di raccontarci le chiacchiere sul dolo subito alle tue macchine bruciate e a improbabili indagini degli investigatori senza riscontri cosa vi avvolge e vi limita sino al ridicolo ?

Aprite la Posta a Castrignano del Capo invece di attenzionare la tua abitazione Sindaco spendendo e sperperando denaro pubblico per l’inutile quanto ridicola caccia a ignoto 1.


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